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Cronaca

Gioco d’azzardo, 13 ricorsi al Tar per difendere gestori e settore. Oddone: “Business insano”

Genova. “Una class action alla rovescia”. Così gli assessori a Legalità e Sviluppo, Elena Fiorini e Francesco Oddone hanno chiamato i tredici ricorsi al Tar (ma i ricorrenti sono molti di più) presentati dalle multinazionali del gioco d’azzardo contro il regolamento del Comune di Genova per frenare la diffusione delle sale slot.

“Siamo come Davide contro Golia: il Comune si difenderà e vincerà”, hanno detto oggi difendendo il regolamento che limita l’apertura vicino a scuole, chiese, ospedali, e gli orari.
Proprio sugli orari è intervenuta anche Fiepet Confesercenti, uno tra i soggetti che hanno presentato ricorso contro Tursi.

Due i punti contestati dall’associazione di categoria: l’obbligo di chiudere le slot alle 19,30, decisione considerata da Fiepet “assolutamente arbitraria”. “Avevamo chiesto per lo meno una moratoria di mezz’ora, utile agli esercenti per scongiurare quelle discussioni che, puntualmente, si verificano con gli utenti delle slot quando viene il momento di chiudere”, spiega il segretario provinciale Cesare Groppi.

Secondo: il decadimento dell’autorizzazione temporanea del déhor per i pubblici esercizi che non rinunciano a disinstallare le slot. “Il Comune ci spieghi perché un bar che ha le slot non può mettere i tavoli fuori dal proprio locale. Con il ricorso – conclude Groppi – Confesercenti non rappresenta certo le istanze delle grandi multinazionali, ma i legittimi interessi dei singoli gestori di pubblici esercizi, dei noleggiatori e in generale dei propri associati”.

Difesa del settore anche da Massimiliano Pucci, vicepresidente di Confindustria Sistema Gioco Italia, afferma: “Gli imprenditori chiedono di capire quale spazio sarà riservato a Genova al gioco legale anche per poter pianificare gli importanti investimenti cui sono chiamati per rendere l’offerta legale sempre più sicura come previsto dalla normativa nazionale. Siamo infatti convinti che il gioco legale abbia un ruolo fondamentale nell’arginare i fenomeni di illegalità che stanno mostrando preoccupanti segnali di ripresa e che politiche repressive potrebbero far crescere ulteriormente”.

“Tutti contro uno – sottolinea l’assessore Francesco Oddone – uno contro tutti. E’ curioso, ad esempio, come Fiepet definisca arbitraria la decisione sull’orario, a quel che mi risulta il consiglio comunale è sovrano”. L’anticipo della chiusura alle 19.30 è stato determinato da un ordine del giorno presentato dall’opposizione, poi recepito dalla giunta che inizialmente aveva posto l’ora alle 21 e approvato dall’assemblea. Quanto ai dehors “La protesta di Fiepet è legittima, ma noi riteniamo che occorra disicentivare il fenomeno”, replica tranchant l’assessore.

Dura anche la risposta a Confindustria. “La distinzione tra gioco legale e illegale non pare un argomento valido – spiega Oddone – si tratta sempre di un business basato sulla disgrazia altrui, a cui è strettamente legato un fenomeno sanitario devastante come la ludopatia. Gli imprenditori che vorranno investire lo dovranno fare negli spazi consentiti, a 300 metri di distanza dai luoghi indicati, come del resto vuole la legge regionale. Noi non stiamo vietando, stiamo regolamentando”.