Quantcast
Cronaca

Gaslini: Ekaterina, 2 anni, salvata da una trachea nuova

ekaterina

Genova. Ekaterina, 2 anni, russa, è stata salvata all’ospedale Gaslini da una malformazione della trachea che l’avrebbe portata alla morte.

Questa mattina a margine della presentazione delle politiche di sviluppo delle relazioni internazionali dell’Istituto Gaslini nelle aree: ricerca, clinica e insegnamento, come esempio di innalzamento delle performance assistenziali, sviluppato congiuntamente al potenziamento delle collaborazioni internazionali, è stato presentato il complesso caso della piccola paziente straniera, operata con successo dall’equipe multidisciplinare “Team delle Vie Aeree” dell’Istituto Gaslini di Genova.

“Ekaterina, 22 mesi, di S. Pietroburgo, fin dai primi mesi di vita andava in insufficienza respiratoria in occasione di infezioni virali come un banale raffreddore. Dopo numerosi ricoveri e le è stata diagnosticata la stenosi tracheale congenita: una malformazione rara della trachea che è molto più stretta del normale e con anelli cartilaginei completi, mentre solitamente gli anelli della trachea non sono completi. Questo fa sì che l’aria passi con difficoltà attraverso la trachea, con gravità più o meno accentuata a seconda della lunghezza della malformazione e della gravità del restringimento” spiega il dottor Michele Torre, il chirurgo del Gaslini che l’ha operata.

Queste malformazioni necessitano di un trattamento chirurgico da parte di un chirurgo esperto di chirurgia della trachea ma anche di un team di esperti (intensivisti, pneumologi, rianimatori, radiologi, cardiochirurghi) che prima e dopo l’intervento chirurgico possano ciascuno per la propria competenza gestire questo problema, e trovare un “tracheal team” non è semplice.

“La piccola russa aveva anche un’altra malformazione associata, in particolare un’arteria polmonare sinistra che partiva dall’arteria destra (in maniera anomala) e circondava la trachea, creandone un ulteriore restringimento. I sintomi possono variare da una difficoltà respiratoria molto importante alla nascita con necessità di intubazione o nei casi peggiori la morte fino a sintomi più lievi come infezioni ripetute o episodi di lieve affanno associati all’attività fisica. E’ iniziata quindi la ricerca da parte della famiglia di un centro di alta specialità che potesse operare la piccola: la madre Masha si è rivolta prima agli ospedali di San Pietroburgo e poi in tutta la Russia ma nessuno le ha dato una speranza (la potevano solo operare al cuore)” racconta il dottor Michele Torre, team leader del Team delle Vie Aeree dell’Istituto.

(La storia della piccola è raccontata in uno dei servizi televisivi dedicati al caso dalla Tv russa al link: http://www.tv100.ru/news/malenkoy-peterburjenke-srochno-nujna-pomoshch-67512/).

“L’intervento – che coinvolge contemporaneamente problematiche complesse di ordine anestesiologico, cardochirurgico e specifiche di chirurgia tracheale – è stato condotto in circolazione extracorporea (le funzioni cardiaca e polmonare vengono completamente sostituite da una macchina). La trachea è stata completamente aperta e riconfigurata in modo da aumentare considerevolmente il suo calibro e permettere il passaggio agevole dell’area verso i polmoni, ricostruita usando la trachea stessa, che adesso è più corta ma molto più larga”spiega Piero Buffa direttore U.O.C. Chirurgia.

L’intervento eseguito per la parte tracheale dal chirurgo Michele Torre e dal professor Philippe Monnier dell’Università di Losanna, per quella cardiochirurgica dai cardiochirurghi Francesco Santoro e Elena Ribera per la parte anestesiologica dagli anestesisti Giovanni Montobbio e Laura Ressia.
“Questo intervento viene eseguito in pochi centri al mondo e in Italia il nostro Team delle Vie Aeree è l’unico nel suo genere, che include tutte le possibili specialità, Team che è stato voluto ed è coordinato dal dottor Pietro Tuo, direttore del Dipartimento di Alta intensità di cura del Gaslini” conclude Piero Buffa Direttore U.O.C. Chirurgia del Gaslini.

Più informazioni