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G8, oggi in Cassazione la sentenza sulle violenze nella caserma di Bolzaneto

Genova. E’ attesa per oggi a Roma presso  la V sezione Penale della Corte di Cassazione, presieduta da Gaetanino Zecca. la sentenza definitiva sulle violenze nella caserma di Bolzaneto durante i giorni del G8 del 2001. In appello le condanne furono 44, ma quasi tutti i reati si sono nel frattempo prescritti.

Tra i 44 imputati solo 7 sono stati effettivamente condannati in appello: quattro agenti di polizia penitenziaria responsabili di falso  –  reato non prescritto  – , e di tre poliziotti che avevano rinunciato alla prescrizione. Questi i condannati in secondo grado: l’assistente capo della Polizia di stato Massimo Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi), gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia Sciandra (2 anni e 2 mesi). Pene confermate a 1 anno per gli ispettori della Polizia di Stato Matilde Arecco, Mario Turco e Paolo Ubaldi. Ma soprattutto, la sentenza di appello aveva sancito che i manifestanti erano stati “sottoposti a trattamenti inumani e degradanti”.

La sentenza di appello, emessa il 5 marzo 2010, aveva ribaltato completamente il giudizio di primo grado (dove erano state pronunciate 15 condanne e ben 30 assoluzioni) e gli imputati nei confronti dei quali la Corte d’appello aveva pronunciato il non doversi procedere per avvenuta prescrizione sono stati comunque dichiarati tutti responsabili dei reati ai soli effetti civili e condannati in solido al risarcimento del danno con i rispettivi ministeri. Anche se ad oggi i ministeri “civilmente responsabili” per l’operato dei dei loro dipendenti, il ministero dell’Interno e quello della Giustizia, non hanno ancora versato un solo euro per il risarcimento delle vittime.

Nella requisitoria pronunciata il 7 maggio scorso il procuratore generale della Cassazione Giuseppe Volpe ha chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso della Procura generale di Genova  secondo la quale quei reati dovrebbero essere dichiarati imprescrittibili perché hanno comportato una lesione dei diritti umani. Volpe, tuttavia, ha fatto notare (come già affermato dalla Corte d’appello genovese) che in assenza del reato di tortura questa richiesta va respinta. Per il resto, il pg ha chiesto la conferma della sentenza di secondo grado, perché sono state dimostrate le “vessazioni, i soprusi e gli inqualificabili comportamenti” tenuti da poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria e medici ai danni dei manifestanti.