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Cronaca

G8, Cassazione conferma condanne per violenze a Bolzaneto. I legali di parte civile: “Le vittime saranno finalmente risarcite”

cassazione roma

Genova.  Sette condanne, trentatre prescrizioni (ma con obbligo al risarcimento civile) e quattro assoluzioni. E’ questo il sunto della decisione della quinta sezione della Corte di Cassazione che oggi si è pronunciata sulle violenze avvenute nella caserma di Bolzaneto, trasformata in “carcere temporaneo” durante le giornate  del G8 del 2001. Violenze, umiliazioni e abusi di vario genere nei confronti dei manifestanti sono stati di fatto confermati dalla Corte presieduta da Gaetanino Zecca, che questo pomeriggio si è procunciata a quasi 12 anni dai fatti, su una delle vicende più gravi relative al G8 genovese. Anche se, come già si sapeva, nessuno pagherà con il carcere.

In dettaglio, la quinta sezione penale ha confermato le 7 condanne che erano state inflitte dalla Corte d’Appello di Genova il 5 marzo 2010.  I 7 condannati sono l’assistente capo della polizia Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi), che divaricò le dita delle mano di un detenuto, gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia Sciandra (pena però ridotta, vista l’assoluzione dal reato di minaccia). Pene confermate a un anno per gli ispettori della polizia Matilde Arecco, Mario Turco e Paolo Ubaldi che avevano rinunciato alla prescrizione. Assolti invece gli imputati Oronzo Doria, Valerio Franco, Aldo Tarascio e Antonello Talu.

“Per le parti civili si tratta di una vittoria – afferma l’avvocato Riccardo Passeggi – perché nonostante l’assenza nel nostro Paese del reato di tortura che ha fatto così prescrivere la maggior parte dei reati le vittime finalmente potranno essere risarcite”. Per 10 carabinieri la sentenza della Cassazione ha previsto l’annullamento con rinvio, ma questo non incide sulla sentenza complessiva. Il numero dei condannati infatti non incide sull’entità del risarcimento delle provvisionali. “Non c’è nessuna riduzione dell’entità dei risarcimenti – precisa l’avvocato Passeggi – che restano quelli stabiliti dalla Corte d’appello di Genova”.

“E’ stato confermato in sostanza l’impianto accusatorio – commenta a caldo un altro avvocato di parte civile, Emanuele Tambuscio – tranne che in pochi casi e sono stati i respinti i ricorsi dei Ministeri di Giustizia e dell’Interno che fino a oggi non hanno voluto, nonostante la sentenza di appello, risarcire le vittime. Non possiamo che essere soddisfatti”.

“Non ho ancora sentito una parola da parte del presidente della Repubblica e dei ministri. Dopo due sentenze su quello che è successo a Genova ci aspettiamo le scuse da parte dello Stato”. Così Enrica Bartesaghi, presidente del comitato Verità e giustizia per Genova e madre di una dei giovani coinvolti nei fatti della Diaz e Bolzaneto, dopo la sentenza della Cassazione di questo pomeriggio. “Chi è stato coinvolto in questa vicenda faccia un passo indietro”.