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Ferrovie, la Cgil: “No allo smantellamento della manutenzione”

trenitalia

Genova. “Il blocco dell’intera circolazione ferroviaria registrato la mattina del 6 giugno a causa del guasto a un locomotore, come riportato dalla stampa, fa balzare agli onori della cronaca lo stato di manutenzione dei treni regionali nella nostra Regione. Come Filt Cgil abbiamo più volte denunciato che i pesantissimi tagli ai finanziamenti per il servizio pubblico locale degli ultimi anni non hanno permesso nuovi investimenti sul materiale rotabile, destinando le poche risorse residue solo all’esercizio, e obbligando i pendolari a viaggiare su mezzi che hanno decine di anni sulle spalle”.

“La totale chiusura delle attività di manutenzione di locomotori e carrozze attualmente svolta nelle officine di Genova Brignole e Terralba prospettata dai vertici della Direzione Trasporto Regionale Liguria nel corso degli ultimi incontri, non farà che peggiorare le condizioni del trasporto regionale” spiega Laura Andrei in una nota.

“Le pesanti ricadute occupazionali che la totale chiusura dei centri manutentivi genovesi provocherebbe, oltre ai rischi di disservizi gravi, ci hanno portato a chiedere di ripensare l’intero progetto.
Il confronto deve riaprirsi, anche alla luce della discussione sul PUC, per evitare il ripetersi di esperienze negative come quelle di Trasta, dove la chiusura dell’area manutentiva non ha portato alcun beneficio alla cittadinanza ma solo l’ennesima emorragia di posti di lavoro per la Regione intera, vista l’esternalizzazione e la delocalizzazione delle attività, e la decadenza della qualità del servizio
Nel corso degli ultimi mesi è emerso che FS avrebbe già avviato confronti con il Comune di Genova anche per la dismissione delle aree di Genova Rivarolo dove sorge attualmente l’officina locomotori della divisione cargo”.

“Una Regione già povera di infrastrutture moderne non deve permettere che strategie poco oculate sul servizio ferroviario, mirate a obiettivi di speculazione edilizia a breve termine, allontanino definitivamente prospettive di crescita concrete per il futuro, sia nell’ambito del trasporto persone e a maggior ragione nel trasporto merci, così strettamente legato alle realtà portuali liguri”.