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Cronaca

Definanziamento Terzo Valico: le precisazioni del ministro Lupi e la reazione del Movimento No Tav

corteo no tav no terzo valico 17 novembre 2012

Genova. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge “Fare” che prevede, tra le altre cose, un forte definanziamento alle infrastrutture non cantierizzate in favore di opere diverse e di più facile attuazione.

Dopo l’immediata reazione dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaella Paita, che ha definito “incomprensibile la scelta di definanziare il Terzo Valico” e le preoccupazioni espresse dal presidente Claudio Burlando, il ministro Maurizio Lupi, ha fatto alcune precisazioni. “In merito ad alcune allarmistiche anticipazioni stampa sul fondo di 2 miliardi destinato a far partire immediatamente i cantieri, preciso che con c’è nessun definanziamento, né blocco di grandi opere”, ha dichiarato.

“C’è un utilizzo temporaneo di risorse già allocate, ma che non verrebbero utilizzate nel breve periodo in quanto l’avanzamento dei lavori – è questo il caso della Tav Torino-Lione per il quale è comunque in corso l’approvazione del progetto definitivo – non lo rende necessario. Mi sembra doveroso e saggio in un momento come questo non lasciarle ferme e inutilizzate. Tali risorse verranno prontamente riallocate. Ad esempio, il ripristino di quelle sul Terzo Valico della Milano-Genova, di cui una quota viene ora parzialmente utilizzata, è già previsto in un decreto all’esame del Parlamento e già approvato dal Senato, che verrà convertito entro il 21 giugno”, ha spiegato il ministro.

Intanto, arriva anche il commento del Movimento No Tav Terzo Valico. “Se il ‘Decreto Fare’ dovesse venire convertito in legge, come è facile immaginarsi, per il Terzo Valico rimarrebbero 587 milioni di Euro, qualche briciola in più dei soldi del primo lotto a cui aggiungere sempre, in caso di approvazione definitiva, i 120 milioni all’anno per 10 anni da dividersi con il Brennero – di legge in una nota del Movimento – intanto i soldi sono stati tolti dal Terzo Valico e che cosa succederà domani con una crisi economica e sociale sempre più devastante lo staremo a vedere. Come ci ricordava Antonello Brunetti di questo passo forse il Terzo Valico finirebbero di costruirlo nel 2060 al netto di un’opposizione popolare che ha intralciato strenuamente i piani dei devastatori”.

Secondo il Movimento, se si è arrivati a mettere in forse il finanziamento dell’opera è solo grazie alle pratiche che i Comitati contro il Terzo Valico hanno saputo mettere in campo. “Senza i blocchi degli espropri, per esempio, forse l’opera sarebbe già partita ed ora staremmo raccontando un’altra storia. I lavori fermi al palo, invece, hanno contribuito in modo determinante al definanziamento del secondo lotto da parte del Governo. Questo dà il senso dell’importanza dell’azione costante dei comitati: una goccia che scava le montagne. Poco per volta ma inarrestabile”.

Poi viene ripercorsa la storia dell’opera e gli stop arrivati dal Governo nel corso degli anni. “Anche nel 2006, dopo una fase esaltante di movimento, il Governo rinunciò all’opera. E anche nel 1998, dopo lo stop ai cantieri in Vallemme, il Terzo Valico sembrava irrimediabilmente compromesso. Quindi c’è poco da cantar vittoria, ma bisogna rallegrarsi per aver intrapreso la strada della lotta popolare, l’unica in grado di fermare la costruzione dell’ennesima grande opera inutile e che oggi afferma con forza la sua capacità di modificare gli eventi. La lotta paga si sarebbe detto un tempo e senza la lotta ripresa con forza dal Gennaio del 2012, difficilmente oggi avrebbero deciso di togliere molti soldini al Terzo Valico”.

“Che cosa deciderà adesso di fare Cociv lo scopriremo nei prossimi giorni. Il Movimento lo ha deciso per l’ennesima volta ieri in una grande assemblea popolare a Pontedecimo. Se tenteranno di riaprire il cantiere di Via Tecci, già fermato dalla mobilitazione popolare, si resisterà. Se cercheranno di eseguire nuovamente espropri si resisterà. Finchè non rinunceranno definitivamente alla costruzione del Terzo Valico si resisterà”, conclude il Movimento.