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Cronaca

Debutta a Genova il piano territoriale regionale. Cascino: “Sì a Gronda e Terzo Valico”

Gabriele cascino

Genova. Minor consumo del suolo, più rispetto per l’ambiente e semplificazione delle procedure. Sono tre dei principali punti del nuovo Ptr- Piano territoriale regionale in fase di definizione da parte della Regione Liguria presentato nel pomeriggio dall’assessore alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica Gabriele Cascino con Anci e Urpl- Unione delle Province a Palazzo Tursi, sede del comune di Genova.

Il Ptr è lo strumento di pianificazione più importante della Liguria che rinnoverà la pianificazione di tutto il territorio. “A scanso di equivoci, il Ptr prevede la realizzazione delle due più importanti infrastrutture per la città e la regione: il Terzo Valico ferroviario e la Gronda autostradale”, ha precisato Cascino.
Il Ptr è destinato anche a sostituire i sei vecchi piani territoriali oggi esistenti con i quali i comuni devono fare i conti.

Per quest’ultimi, soprattutto quelli piccoli, il nuovo strumento urbanistico consentirà di ridurre, e in molti casi eliminare, i costi. Oggi, infatti, per redigere un Puc un comune deve spendere dai 50 agli 80 mila euro. Il Ptr consentirà ai comuni di completare l’”ultimo miglio”, fornendo tutti gli elementi e tagliando notevolmente i costi attuali. Per i comuni più grandi il Ptr diventa lo strumento che sostiene le politiche urbanistiche locali, fornendo ai municipi la massima autonomia decisionale, senza la sovrapposizione di Regione, Province e altri enti.

Fra le novità emerse nella riunione di Tursi, presenti molti sindaci del Genovesato, l’uso delle zone agricole. In questi ultimi decenni, in Liguria- è stato affermato- nelle aree agricole si è costruito maggiormente che in quelle urbane.

Prestare attenzione alle aree agricole è un obiettivo ineludibile del Ptr che per queste zone avrà una normativa più severa. Il territorio agricolo utilizzato in Liguria è una risorsa scarsa, tre ettari per abitante, a fronte di una media nazionale di 16 ettari. La superficie a uso agricolo ricopre il 16% del territorio regionale, il 30 % in meno della media nazionale attestata al 46%. Tra il 1982 e il 2010 la superficie agricola utilizzata in Liguria è diminuita del 63%.

Il decremento è dovuto solo in piccola parte al consumo di suolo, nel caso ligure è strettamente legato all’aumento della superficie boscata. Fra gli obiettivi del Piano anche l’incremento dei terreni agricoli e l’uso produttivo del bosco.

Sul fronte urbano, la parola d’ordine del Ptr è “costruire sul costruito”, rigenerando ex aree industriali in disuso. Un esempio? l’ex Lames di Chiavari dove al posto di 100 mila metri cubi di capannoni si costruirà un insediamento abitativo di 50 mila.