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Da Genova all’Africa, auto di lusso, droga e macumba: nei guai anche un ufficiale foto

Genova. Auto di lusso rubate e spedite in Africa dal porto di Genova, ma non solo. L’operazione Svad, condotta dalla Squadra di polizia giudiziaria della Polstrada, coadiuvata da quella bergamasca, ha consentito di scoprire molto di più, portando alla luce risvolti inquietanti legati al traffico di droga e al commercio di parti e armamenti per elicotteri.

operazione svad

Auto di lusso e motociclette rubate, ma anche pannelli fotovoltaici e macchinari. Questo contenevano i container, che partendo dalla Lombardia e passando dai porti genovesi, raggiungevano il corno d’Africa, prevalentemente in Senegal.

“Affianco a questo filone di indagine, durato 10 mesi, si sono sviluppati altri accertamenti con intercettazioni, pedinamenti, impronte digitali ed altro – spiega il Procuratore Capo, Michele Di Lecce – In particolare c’è stato uno stralcio di competenza della Procura di Bergamo, che riguarda un ufficiale dell’esercito che trafficava in pezzi di elicottero o armamenti e dall’altra esiste un fondato sospetto, di cui si occupa ancora un’altra autorità giudiziaria, che i proventi di questo traffico venissero impiegati per l’acquisto di sostanze stupefacenti, che poi venivano reimportate in Italia”.

Sono 11 le custodie cautelari emesse dall’Autorità Giudiziaria di Genova al termine di questa complessa indagine, che portato ieri all’arresto di 4 cittadini italiani, 3 senegalesi ed un giamaicano. Ventisette, invece, le auto di altissima gamma che stavano per sparire oltre il Mediterraneo e sono state sequestrate. Le indagini e le perquisizioni effettuate hanno fatto emergere l’estrema specializzazione dell’organizzazione. I trafficanti, che per propiziare il proprio “lavoro” praticavano anche riti di macumba, sono stati rintracciati perché utilizzavano un auto parco in particolare, l’unico non asfaltato della zona. Seguendo le tracce di terriccio, quindi, gli inquirenti sono riusciti a scovare la “tana”.

“Sono coinvolte molte persone, che in concorso tra loro compiono attività di riciclaggio, possibile peculato e possibile traffico di droga – conclude il Procuratore Capo – tutto ciò crea un panorama di quello che potrebbe accadere tutti i giorni, in modo difficilmente controllabile, se non rilevato con un’indagine sistematica”.