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Cronaca

Crac Transitalia, Pesce risponde al gip: prossimo interrogatorio con il pm

andrea pesce

Savona. Andrea Pesce ha risposto alle domande del gip, svolgendo precisazioni su ciascuno dei punti contestati nell’ambito dell’inchiesta che lo ha portato agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta e preferenziale, ricorso abusivo al credito e bancarotta documentale. L’ex presidente del Savona Calcio ha sottolineato di non essere stato al corrente di gran parte delle operazioni di Transitalia, mentre per quanto riguarda la squadra biancoblù e la General Brookings ha assicurato di poter ricostruire le proprie responsabilità.

L’indagine savonese procede insieme a quella savonese, dalla quale è partita. Di fatto per tutta Genova l’identificazione tra Transitalia e il suo animatore originario, Pesce appunto, è immediata. Un’equazione che la difesa intende smontare: “E’ troppo semplicistico, così, immaginare un’amministrazione di fatto. In realtà sapeva poco della società, mentre era a conoscenza di quanto avveniva nel Savona Calcio e alla General Brookings, per i quali è pronto a riferire” spiega l’avvocato Sabrina Franzone.

Un nuovo interrogatorio è fissato per il 18 giugno, in presenza anche del pubblico ministero. “Pesce è venuto a sapere delle accuse su fatti relativi a Transitalia solo con la notifica della misura cautelare. Inoltre la Procura di Savona ha emesso soltanto una misura interdittiva di due mesi. Errori certamente possono essercene stati, ma si trattava di errori di valutazione nell’investimento, che hanno portato al fallimento; si tratta quindi di una sfera economica che sta ai commercialisti valutare, non di rilievo penale. Dopo il prossimo interrogatorio avanzerò istanza per la revoca degli arresti domiciliari”.

Secondo l’accusa genovese, rappresentata dal pm Nicola Piacente, Pesce e soci hanno acquistato un appartamento da 450 mila euro, ma anche quote di società di logistica genovesi (pagate oltre il loro valore), hanno chiesto e ottenuto finanziamenti dalle banche a fronte di fatture false da scontare, per oltre 2,2 milioni di euro, ed infine hanno omesso di versare ritenute previdenziali e fiscali. La polizia tributaria ha evidenziato la presenza di sponsorizzazioni costosissime, quasi un milione di euro, erogate da Transitalia al Savona Calcio.

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