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Cronaca

Centinaia di metalmeccanici in piazza per sostenere i lavoratori Fincantieri: “Non siamo criminali”

Genova. Sono circa un migliaio i metalmeccanici della Fiom scesi in piazza questa mattina per testimoniare la propria solidarietà ai lavoratori di Fincantieri in occasione dell’udienza che coinvolge 18 di loro.”Non siamo criminali”. Questo il coro che si alza dal corteo.

I fatti si riferiscono al maggio 2011, quando di fronte all’ipotesi della possibile chiusura dello stabilimento di Sestri Ponente e Riva Trigoso, gli operai scesero in piazza per dar vita a un corteo, che si concluse davanti alla Prefettura. Lì ci furono momenti di tensione, con cassonetti spinti contro il cordone di polizia e cariche della stessa per respingere gli operai.

Proprio per ricordare qui momenti e spiegare che i lavoratori non sono “pericolosi criminali”, la Fiom di Genova ha deciso di scioperare per 4 ore e scendere in piazza in concomitanza con l’udienza. “Il giorno 23 maggio 2011 la Fincantieri formalizzò al sindacato nazionale un piano industriale che prevedeva la chiusura di Sestri Ponente, Riva Trigoso, Castellammare di Stabia. Il 24 maggio, quindi, si svolse a Genova una imponente manifestazione che raggiunse la Prefettura. Al corteo parteciparono i lavoratori Fincantieri, dell’indotto e di altre aziende, le istituzioni e la città – spiega Bruno Manganaro, segretario Fiom Cgil – Quando il corteo arrivò in Prefettura, inspiegabilmente, trovò chiuse le porte del Palazzo del Governo, prassi inusuale a Genova. Questo atto diede il via a qualche momento di tensione nel quale alcuni manifestanti si fronteggiarono con le forze dell’ordine”.

Un classico esempio di quella tensione sociale di cui molte volte si parla. “Furono momenti particolari, ma non si possono considerare i lavoratori come pericolosi criminali, visto che stavano difendendo il proprio posto di lavoro – prosegue Manganaro – Due anni dopo siamo in presenza di un’udienza, in cui probabilmente si deciderà il rinvio a giudizio di 18 imputati, la maggioranza dei quali sono dipendenti diretti della Fincantieri, che quindi rischiano fino a 5 anni di galera”.

Il corteo, partito da Principe, è arrivato in largo XII Ottobre. “Se vogliono denunciare qualcuno, denuncino me, che all’epoca ero segretario della Fiom genovese – dichiara Franco Grondona – nessuno di noi è un criminale, semai criminale era l’idea di chiudere Fincantieri”.