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Cardinale Bagnasco: “Lo Stato non deve rubare la dignità delle persone”

Genova. Il Cardinale Angelo Bagnasco, per molti vaticanisti, colui che all’interno della Chiesa più di ogni altro sta accogliendo nei fatti e nelle azioni le indicazioni di Papa Francesco, ieri nel corso della manifestazione “Dieci piazza per 10 Comandamenti”, che ha fatto tappa a Genova ieri, ha commentato così il comandamento “Non rubare”. “Siamo ladri di noi stessi quando togliamo agli altri la stima e il buon nome spargendo il sospetto e il fango. Quanto fango, quanto sospetto, quante calunnie, denigrazioni si spargono oggi nel nostro mondo, su tutto e su tutti. E’ un gravissimo rubare”.

Un’interpretazione eterodossa di un comandamente che invece ha a che fare principalmente con le cose. Una interpretazione che ha anche a che fare con le cose che si dicono, e non solo quelle che si fanno.

Ma la conclusione è stata ancora più incisiva: “Stato e società hanno il dovere di non rubare assicurando la giustizia, garantendo a ciascuno la possibilita’ di vivere con responsabilita’ e dignita”.

“Una societa’ ed uno Stato insolventi vanno contro il settimo comandamento, contro la dignita’ di ogni persona umana”, ha aggiunto il cardinale. ”Come e’ possibile quando ci si dedica singolarmente, per
gruppi, per lobby o altro, ad attivita’ speculative, all’usura, allo sfruttamento di questo splendido universo essere giusti e vivere il valore del settimo comandamento che ci dice non rubare, rispetta la dignita’ di ogni persona?”.

Per il cardinale “la dignita’ e’ il bene piu’ prezioso insieme alla casa, al lavoro, alla proprieta’, ma questi valgono poco se non c’e’ la dignita’. Ma anche lo spreco e’ furto”.