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Acqua pubblica, nuova protesta a Tursi: “Truffatori! A Genova 68 milioni sottratti dalle tasche dei cittadini”

Genova. Sono passati due anni dal referendum sull’acqua pubblica, ma a Genova ancora nulla è cambiato. E’ per questo che oggi il Comitato Acqua Bene Comune è tornato a Tursi, per ribadire ancora una volta che la decisione dei cittadini non è stata rispettata. “Truffatori”, “Vogliamo la legalità”. Queste le ulta che si sono alzate in Aula Rossa, accompagnate da diversi striscioni, con scritto “fuori il profitto dall’acqua”.

acqua pubblica tursi

“Oggi siamo qua per ricordare questo compleanno e per dire che non è stato attuato praticamente nulla dal giorno del referendum. In particolare, oltre al mancato ritorno al servizio completamente pubblico, denunciamo il fatto che si continuino a fare profitti sull’acqua. Nella sola provincia di Genova, infatti, si tratta di oltre 68 milioni di euro sottratti dalle tasche dei cittadini per remunerare gli azionisti”, dichiara Silvia Parodi del Comitato.

Poi ecco arrivare un paragone che fa comprendere come il problema sia spesso sottovalutato. “Basta fare due conti per vedere che la cifra equivale più o meno a quanto le famiglie genovesi hanno pagato per l’Imu, della quale ci si scandalizza tanto – prosegue Parodi – per questa legge votata dagli italiani, che non viene rispettata, invece non ci si scandalizza ancora abbastanza”.

Nella parole del Comitato trapela evidente la delusione nei confronti dell’amministrazione comunale. “La giunta sembrava molto vicina a queste tematiche, soprattutto sul tema della partecipazione, che è stata una bandiera della campagna elettorale – dichiara ancora – oggi, però, vediamo che non è stato fatto quasi niente. Abbiamo chiesto più volte un confronto e l’apertura di un tavolo congiunto per trovare insieme soluzioni, senza chiedere cose impossibili, ma concrete e realizzabili”.

Secondo il Comitato, solo iniziando un percorso di collaborazione poi si potrebbe realizzare anche ciò che sembra impossibile. “Siamo qui per chiedere maggiore apertura alla cittadinanza, quindi più partecipazione per fare in modo che tutti possano dare un contributo, poi chiediamo trasparenza sulle società di gestione, visto che sui bilanci di Mediterranea delle Acqua non si sa nulla – conclude Parodi – Infine, vorremmo anche maggior controllo sui lavori effettuati. Spesso non si sa come, quando e se vengano fatti, benché gli investimenti siano coperti dalle tariffe pagate dai cittadini”.

Insomma, le richieste sono chiare e ora il Comitato e i cittadini restano in attesa di risposte altrettanto chiare.