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“Un viaggio meraviglioso tra la gente di tutti i continenti”: il Suq di Genova ricorda Don Gallo foto

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Genova. Il Suq continua con due giornate ricche di appuntamenti: tra gli eventi di spicco, domani, giovedì 20, nella Giornata Mondiale del Rifugiato, uno spettacolo e un concerto per ricordare Don Andrea Gallo, da sempre profondamente legato al Festival, che definiva “un viaggio meraviglioso tra la gente di tutti i continenti”

Il pomeriggio inizia alle ore 16 con “Il caldo vento dell’Africa”, laboratorio musicale a cura di Centri Educazione al Lavoro – Genova, e alle ore 17, con la lezione di danza del ventre. Alle ore 17, nella tenda marocchina, “Diritto di famiglia per coppie mista”, a cura di Anna Maria Monti e della Commissione Diritto di Famiglia Italiano-Islamico dei Paesi del Mediterraneo; alle ore 18 “Spazio libero per presentazione progetti per immigrati e rifugiati” in compagnia di Elena Fiorini, Assessore Legalità e Diritti Comune di Genova. Tra gli interventi Mohamed Saady, Presidente Nazionale ANOLF.

Alle ore 19, Luigi Rizza e Gianni Martini presentano “Una porta sempre aperta”, il libro di Don Gallo e della Comunità di San Benedetto al Porto. Alle ore 20, l’incontro “Cicloriparo al Suq” per promuovere l’utilizzo della bicicletta in città.

La serata dedicata a Don Andrea Gallo inizia alle ore 21 con lo spettacolo “Lo Strappo”, la rappresentazione di una migrazione, di un viaggio verso l’Italia, episodio concreto, ma anche simbolo di tutti i popoli che partono verso un futuro sconosciuto che sperano sia meglio del presente. Attraverso un monologo toccante ma allo stesso tempo leggero e senza retorica si affrontano i temi dei flussi migratori, dell’incontro fra popoli e dell’arrivo in una nuova terra. Con l’attore e cantante senegalese Modou Gueye accompagnato dal musicista Khadim Mbengue, produzione Sunugal Mascherenere, al Suq in collaborazione con Teatro Stabile di Genova. Interviene Carlo Repetti, Direttore del Teatro Stabile di Genova.

A seguire il concerto della band multietnica Orchestra Furasté, in collaborazione con Comunità di San Benedetto al Porto, e interventi a sorpresa per ricordare Don Andrea Gallo.

Venerdì, invece, la giornata inizia alle ore 16 con l’incontro “Storie dal mondo” insieme alla Compagnia del Libro e a Mlleggiammè, a cura della Biblioteca internazionale per ragazzi De Amicis. Dalle ore 17, appuntamento nella tenda marocchina alla scoperta dell’artigianato e del tè della tradizione tuareg e delle comunità nomadi del Sahara.

Alle ore 18, “La cultura e l’ambiente del Mali e del Marocco: i Festival sostenibili tra EUROPA E AFRICA”, dialogo tra l’antropologo Marco Aime, il giornalista Pietro Veronese,  Rokiyatou Walet Hattaye del Festival au Désert di Timbuktu e Halim Sbai del Festival Taragalte (Marocco). L’incontro prende spunto dal libro Le radici nella sabbia (EDT 2013) di Aime, per ampliare lo sguardo al Fondo Katy Library e alle Carovane dei due Festival invitati. Un appuntamento per scoprire alcune tra le più significative realtà africane che promuovono scambi interculturali e progetti di cooperazione internazionale di sviluppo sostenibile nell’ambito di manifestazioni ed eventi artistici. Entrambi i festival promuovono la cultura del deserto, sostengono e diffondono le tradizioni della comunità del Sahara legate al nomadismo, alle grandi carovane che attraversano il deserto, ai commerci e agli scambi.

Alle ore 21, “Il Festival au Désert di Timbuktu en Exil ”: incontro con Rokiyatou Walet Hattaye e Alarfach Ag Mohamed Ali del Festival au Désert, l’antropologo Marco Aime e il giornalista Pietro Veronese per ripercorrere i mutamenti del Sahel negli ultimi anni: l’attacco islamista, la destabilizzazione politica, l’intervento francese, la questione tuareg e l’attuale governo di transizione anche attraverso le testimonianze dei rappresentanti del Festival maliano.
L’appuntamento al SUQ con il Festival au Désert di Timbuktu, oggi zittito in patria dall’estremismo fondamentalista presente in Nord Africa e nel Sahel, si inserisce nel quadro della campagna di sensibilizzazione internazionale Festival en Exil, che unisce musicisti, realtà istituzionali e persone per dar vita a una rete solidale in Africa, Asia, Europa e America.

La serata si conclude alle ore 22 con il Gruppo Tadalat in concerto, ambasciatori dell’identità touareg maliana e portatori di messaggi di pace e di unità.