Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Unioni Civili, domani regolamento in Aula Rossa. Gioia (Udc): “Se approvato così è solo carta straccia”

Genova. Un regolamento “carta straccia”, un registro “inefficace per garantire i diritti e stabilire i doveri delle unioni civili”, una delibera “che non indica quanti e quali sono i servizi comunali garantiti alle coppie che saranno inserite nell’elenco delle’Unioni civili”.

E’ l’affondo di Alfonso Gioia, capogruppo dell’Udc, alla delibera sul Regolamento delle unioni civili che domani pomeriggio verrà presentata in Consiglio comunale. Gioia annuncia la presentazione di una serie di emendamenti che intendono dare “concretezza e serietà” ad una proposta che, altrimenti, rischia di essere solo una “operazione di facciata e che, se venisse approvata nella stesura originale, sarebbe solo polvere negli occhi, e quindi irrispettosa, nei confronti proprio di quelle persone che dovrebbe tutelare”.

Le modifiche richieste dal capogruppo dell’Udc intendono, invece, definire con chiarezza quali sono i servizi comunali ai quali potranno accedere i componenti delle Unioni civili: “Ci sono una serie di diritti che attualmente vengono garantiti alle coppie di fatto – spiega – per esempio l’accesso alle graduatorie per le case di edilizia popolare, per gli asili nido, le scuole materne o alle mense scolastiche. Di tutti questi aspetti nel provvedimento non si fa cenno, lasciando spazio nella premessa solo ad una generica affermazione di principio”. Gioia ha esaminato un analogo provvedimento assunto dal Comune di Milano “dove, al contrario, sono indicati ben chiaramente i servizi e le opportunità offerte a quanti si iscrivono al registro”.

Un’altra lacuna riguarda il mancato adeguamento degli altri regolamenti comunali alla delibera sulla nuova coppia: “Se davvero si intende dare applicazione alla nuova normativa, vanno modificati tutti i regolamenti della civica amministrazione a questa collegati affinché ricomprendano questa nuova tipologia di unione”.

Le critiche manifestate da Gioia si tradurranno in una serie di emendamenti per dare efficacia al provvedimento. “Il percorso compiuto da questa delibera – conclude Gioia – dimostra in ogni caso che il Comune, o per calcolo politico o per manifesta incapacità, non vuole o non sa affrontare con la dovuta serietà la materia. Certamente le competenze comunali sono ben limitate rispetto ad una questione che deve investire un livello più alto. Auspichiamo, infatti, che sia il Governo a riconoscere i diritti a chi vive al di fuori del matrimonio ma, come gruppo, non ci sottraiamo al nostro compito e, presentando queste proposte di integrazione, diamo il nostro contributo perché quello che è possibile fare a livello comunale, abbia almeno efficacia”.