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Economia

Turismo, la vacanza diventa un miraggio: “In Liguria sole e mare non bastano più, puntiamo ai mercati internazionali”

Genova. Più di 5 miliardi di euro. Tanto i turisti hanno speso in Liguria durante il 2012. Numeri che generano nella nostra Regione circa 29.000 posti di lavoro. Numeri importanti, che risentono, però, della crisi internazionale.

Nella nostra Regione i flussi turistici tra il 2010 ed il 2012 sono cresciuti dell’1% (a livello nazionale si è invece registrata una flessione dello 0,7%). Meno confortanti i dati relativi alle presenze, scese del 2,2%, soprattutto a causa della flessione del turismo domestico. Il tutto con una decisa contrazione negli ultimi dodici mesi.

Il turismo ligure, insomma, soffre, anche perché il 70% dei visitatori arriva dalle regioni limitrofe, Lombardia e Piemonte in testa, e la crisi, anche là, non smette di mordere.

Un punto di svolta va ricercato nei flussi di turisti stranieri. Proprio di questo, della “Promo-commercializzazione turistica e mercati stranieri” si è discusso questa mattina nella sede genovese della Camera di Commercio.

“Promo-commercializzazione significa capire che bisogna creare un prodotto ben organizzato, accattivante per il cliente – spiega Luciano Pasquale, presidente Unioncamere Liguria – non ci si può basare solo sul sole, sul mare e su qualche evento nautico, ma si deve parlare di un prodotto più ampio e nuovo, che coinvolga l’entroterra, le manifestazioni e molto altro”.

I dati, come dicevamo, parlano chiaro. In Liguria, infatti, si sta registrando un calo del 6% per quanto riguarda l’afflusso turistico ed è per questo che bisogna pensare a nuove strategie di promozione. “Il nuovo prodotto che si andrà a creare dovrà poi essere promosso e venduto, soprattutto attraverso le nuove tecnologie, il web e tutte le forme che consentano di arrivare il più vicino possibile al cliente – prosegue Pasquale – Questo lavoro deve essere congiuntamente tra il pubblico e il privato, migliorando anche l’accoglienza, che almeno va modernizzata e resa più efficace. Questa è la filiera nuova che il turismo ligure deve intraprendere al più presto, visto che i dati parlano chiaro e dimostrano che stiamo perdendo turisti”.

I mercati che stanno dimostrando maggiore interesse verso la Liguria sono prevalentemente quello europeo e quello russo. “Parliamo di turisti che imparano sempre più a conoscere la nostra Regione e a frequentarla – conclude il presidente di Unioncamere – Lo scopo però, è quello di raggiungere tutto il mondo, intercettando i flussi giusti e convincendo i clienti a venire nella nostra Regione”.