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Economia

Trenitalia chiude le officine di manutenzione di Genova

nuovo treno regionale

Genova. Il 3 maggio la Direzione del trasporto regionale di Trenitalia ha comunicato alle Organizzazioni Sindacali che entro due anni saranno chiuse tutte le attività di manutenzione svolte a Genova presso le aree di Terralba e Piazza Giusti.

L’azienda ha rinnegato i precedenti progetti che prevedevano il mantenimento di un polo manutentivo a Terralba argomentando che non sarebbero più economicamente sostenibili poiché la rilevazione di idrocarburi nel terreno richiederebbe oltre 20 milioni per la bonifica, spesa di cui l’attuale proprietaria RFI non intenderebbe farsi carico.

La Società ha comunque dichiarato che, al di là delle possibili soluzioni alla bonifica, resta ferma intenzione del consiglio di amministrazione di Trenitalia di concentrare le attività manutentive in un unico polo situato a Savona, da realizzare attraverso un nuovo progetto industriale sostenuto da un investimento complessivo di 46 milioni di euro.

Le OO.SS. hanno sottolineato che tale operazione oltre a produrre il trasferimento di centinaia di lavoratori, fra diretti e appalti, causerà inevitabili ripercussioni sulla regolarità della circolazione ferroviaria. Infatti, il trasferimento di tutti i mezzi verso siti decentrati rispetto alla stazione principale di Genova, dove nascono e terminano tutti i treni, causerebbe l’inevitabile intasamento della circolazione su una tratta già oggi saturata da treni merci e passeggeri, nonché inutili costi di trasferimento di materiali vuoti.

Anche il progetto della manutenzione “a treno completo” pensato dalla dirigenza quale soluzione alla prevedibile congestione delle nuove aree sovraccaricate dalla presenza contemporanea di decine di convogli da manovrare, appare assolutamente utopistico. Secondo Trenitalia non sarà più necessario scartare le carrozze o i locomotori guasti, eliminando di fatto la necessità di ricorrere alle decine di operazioni di manovra oggi svolte a Brignole, in quanto per ogni malfunzionamento l’intero convoglio sarebbe sostituito da uno di riserva subito disponibile.

Lo stato attuale del materiale rotabile, caratterizzato in gran parte dall’età avanzata per il ritardo negli investimenti necessari al suo rinnovo, l’esiguità del numero di convogli di riserva disponibili per sostituzioni in caso di guasti non previsti e le normative di sicurezza in vigore che prevedono il divieto alla circolabilità anche in caso di una sola porta guasta, fanno pensare che la manutenzione a treno completo sarà possibile solo dopo il completo rinnovo del parco rotabile. Vista l’insufficienza delle risorse destinate all’esercizio a seguito dei ben noti tagli alle risorse destinate al trasporto pubblico locale, appare oggi improbabile che si producano gli investimenti sufficienti al rinnovo dei mezzi necessario per lavorare sulla manutenzione “a treno completo”.

Pur giudicando favorevolmente gli investimenti destinati alla Liguria, garanzia di prospettive future per il settore, viste le ricadute occupazionali e i guasti alla circolazione che si produrranno, le OOSS si sono dichiarate contrarie alla chiusura dell’area manutentiva chiedendo soluzioni alternative che mantengano siti produttivi nel comune di Genova.

Questa vicenda risulta appesantita anche dai ritardi di RFI negli investimenti sul rinnovamento del nodo ferroviario di Genova che non permettono una regia adeguata nella riprogrammazione dei siti della manutenzione del trasporto regionale. Tutto cio’ rischia di generare l’ennesima dismissione di aree FS destinandole a operazioni di pura speculazione edilizia da parte delle istituzioni locali interessate ad acquisirle ( vedi piano urbanistico comunale del Comune di Genova),

Se consideriamo che anche le aree dell’officina locomotori di Genova Rivarolo rientrano nei progetti del puc rispetto alle dismissioni di FS, non ci resta che chiederci quale futuro intenda dare la città di Genova al trasporto merci, oltre a quello dei pendolari del trasporto regionale.

Nelle prossime settimane le organizzazioni sindacali decideranno come proseguire la vertenza, interessando anche le istituzioni e gli Enti Locali, con l’obiettivo di evitare che operazioni di pura speculazione edilizia smantellino il trasporto ferroviario in Liguria.

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