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Tragedia Genova, ricerche senza sosta. Sommozzatori: “Stesse tecniche usate per la Concordia”

Genova. “Immaginate un terremoto, tutto è crollato e ci sono macerie ovunque, ma siamo a una profondità di 7-8 metri nel buio del mare”. E’ la scena che le squadre di soccorso stanno vivendo ora dopo ora da martedì notte, la notte della tragedia al Molo Giano, che ha colpito il cuore di Genova ed è costata 7 vite, che potrebbero diventare nove se fossero ritrovati i corpi dei due dispersi.

molo giano

Cinque i gruppi di lavoro: sommozzatori dei vigili del fuoco, della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri, della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. “Stiamo lavorando in sintonia, distribuendo gli spazi e le ore – spiega Emilio Dispenza, caposquadra sommozzatori – utilizzeremo tecniche identiche alla Concordia per la sicurezza dell’operatore in mare”. Per farsi un’idea, il modello è quello del palombaro: “stesse tecniche, sicurezza dell’operatore, ha un filo guida nel caso si dovesse perdere e aria in quantità”.

La ricerca dei due uomini dispersi prosegue incessante: “La notte non molleremo, continueremo a lavorare, a turni”, conclude Dispenza.

“I sommozzatori stanno ispezionando tutte le zone intorno al punto in cui c’è stato il crollo della torre pilota – conferma il responsabile comunicazione della Guardia di Finanza, Filippo Marini – il luogo che ospitava la sala operativa e il centro monitoraggio del traffico navale della Guardia Costiera”, che ha pagato un prezzo altissimo in vite umane: quattro persone decedute, e i due dispersi. “Un bilancio pesantissimo – sottolinea Marini – c’erano dieci militari della guardia Costiera, due piloti e un operatore adetto al rimorchio”.

Il porto è operativo, funziona regolarmnete ci sono le capitamerie di savona e spezia dotate di apparecchiature di ultimissima generazione, oltre al fatto che da ieri genova è operativa per gli ascolti radio, la sicurezza c’è.