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Tragedia Genova, Raffaele Chiarlone esce dall’ospedale. Il medico: “Sta meglio”

Genova. “Sta meglio, l’abbiamo dimesso adesso. Le condizioni sono in miglioramento”. Sono le poche parole del medico del Galliera, Paolo Cremonesi, al momento delle dimissioni di Raffaele Chiarlone, uno dei quattro feriti superstiti della tragedia che una settimana fa ha colpito al cuore Genova.

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Chiarlone, cuneese di nascita e cairese di adozione, è uscito oggi dall’ospedale Galliera e ha fatto ritorno a casa con un braccio rotto, dopo aver riportato traumi non gravi. Il militare diventerà tra alcuni mesi papà, per la prima volta: la sua storia aveva commesso. “Mi ha tenuto in vita l’idea di veder nascere mio figlio”, aveva detto. Domani dovrebe presenziare ai funerali dei suoi sei colleghi militari e delle altre tre vittime, due piloti e un rimorchiatore.

Le condizioni migliorano anche per gli altri tre feriti: Enea Pecchi, 40 anni, militare della Capitaneria di porto, ricoverato ancora al Galliera, è stazionario. Gabriele Russo, 32 anni, di Messina, che ha riportato fratture multiple e in stato di ipotermia per essere stato a lungo in acqua e Giorgio Meo, 35 anni, di Taranto, ritrovato sotto le macerie della torre di controllo crollata martedì notte dopo l’urto micidiale con la Jolly Nero. Entrambi sono sopravvissuti allo schianto e si trovano ricoverati al Villa Scassi di Sampierdarena, in Ortopedia.

Chiarlone rientrato a Cairo Montenotte ha riabbracciato la moglie Laura (che è in dolce attesa), il padre Giovanni e i parenti. “Oggi bisogna rispettare il riserbo di Raffaele e della sua famiglia – ha commentato il sindaco Fulvio Briano – soprattutto in un momento così, alla vigilia dei funerali di Genova e dopo la paura e lo stress subito. E’ comprensibile il fatto che Raffaele non voglia comunicare all’esterno il proprio stato d’animo”.

“Le sue condizioni fisiche sono buone – ha aggiunto – ovviamente di fronte a una tragedia di questo tipo e alla consapevolezza di essere sopravvissuto alla tragedia esiste un momento di riflessione e raccoglimento profondi. Il mio appello è quello di rispettare la volontà di quest’uomo e di questa famiglia”.