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Tragedia di Genova, prove generali per l’apertura della scatola nera: a Genova arriva la copia del vdr della Jolly Nero

Genova. Una sorta di prova generale per vedere come è possibile aprire la capsula della jolly nero senza danneggiarla. E’ questo il lavoro che attende, forse già domani, la polizia giudiziaria di Genova che tenterà di aprire nei propri uffici un vdr (voyage data recorder) identico a quello che era a bordo della Jolly Nero e che dovrebbe contenere informazioni essenziali sull’incidente che è costato la vita a 9 persone la sera del 7 maggio al Molo Giano.

La Sperry, società che ha realizzato la scatola nera che era a bordo della nave dei Messina, ha appena inviato alla procura di Genova una copia della capsula, in modo che la pg genovese possa provare ad aprirla (la capsula contenente le informazioni è protetta da un “tappo” di cemento) per vedere se – di conseguenza – è possibile aprire direttamente a Genova la capsula originale senza mettere a rischio i dati in essa contenuti. Una sorta di prova, dunque. Se il risultato dovesse essere negativo si riproporrà quindi la questione di dove far aprire la capsula: molto probabilmente sarà portata alla Spezia, dove una società il cui tecnico ha partecipato all’estrazione materiale del vdr dalla Jolly, si è detta in grado di eseguire il lavoro. Non sembrerebbe quindi più necessario portare la capsula in una delle sedi della Sperry, trasferimento che avrebbe allungato certamente i tempi, ma ovvio che aprire il vdr a Genova sarebbe la cosa più rapida.

Intanto da alcune indiscrezioni sarebbe emerso che il cavo del rimorchiatore Spagna, trovato spezzato dopo l’incidente, si sarebbe strappato in seguito all’urto della nave contro la banchina e non prima dell’impatto. Indiscrezioni appunto, che dovranno trovare conferma nella perizia che i consulenti nominati dalla Procura di Genova dovrebbero consegnare entro un paio di settimane. Ma il fatto non è di poco conto, soprattutto visto lo scambio di accuse tra gli armatori Messina e i rimorchiatori nei giorni successivi alla tragedia.

Questa settimana potrebbero anche essere ascoltati i file audio che contengono le comunicazioni effettuate tra il centro operativo della compagnia Messina e la Jolly nero, dove si potrebbero trovare altre informazioni utili sullo stato in cui si trovava la nave quando partì – con circa 30 minuti di ritardo – da ponte Ronco.

Intanto, dopo la famiglia di Sergio Basso, che ha nominato l’avvocato Davide Paltrinieri, anche i famigliari di Daniele Fratantonio, hanno dato mandato a un legale di fiducia, l’avvocato Giacomo Gardella, per una successiva costituzione di parte civile. Al momento gli indagati per omicidio colposo plurimo restano ancora due: il comandante della Jolly Roberto Paoloni, difeso dall’avvocato Romano Rainomndo e il pilota Antonio Anfossi, difeso dagli avvocati Golda e Munari.