Cronaca

Tragedia di Genova, il pilota al timone della Jolly Nero: “La nave non rispondeva”

Genova. Antonio Anfossi, il pilota che, insieme al comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni, ha manovrato a bordo del cargo, prova a spiegare la dinamica del tragico incidente.

“La nave non rispondeva ai comandi – ha detto, intervistato da un quotidiano genovese -. L’ho detto al comandante. Ci stavamo accostando troppo al molto Giano. Poi, all’improvviso, la nave non rispondeva più ai comandi, era fuori controllo. Abbiamo provato a fermarci ma è stato tutto inutile. Siamo andati a schiantarci contro la torre di controllo ed è stata la fine”.

“Non mi sento in colpa. Adesso – ha continuato – per me è il momento delle lacrime. Piango per i piloti e militari scomparsi, ma al contempo voglio capire cosa è accaduto, come questo disastro si sia potuto verificare”.

“Giusto l’altra sera avevo cenato con Michele Robazza. Non capisco cosa sia successo a bordo, ma proprio perché voglio chiarezza fornirò ai magistrati e agli inquirenti la mia piena collaborazione”.

“La Jolly Nero – ha raccontato – stava procedendo a macchine indietro. Velocità 3 nodi. Abbiamo iniziato la manovra per virare, quindi motori spenti e andatura lenta, pronti ad azionare i propulsori per contrastare l’abbrivio. Ho comunicato col comandante e gli ho detto che ci stavamo avvicinando al molo Giano e che serviva innescare i comandi di macchine avanti. Una correzione, una procedura normale. Paoloni ha ripetuto le mie parole, ma la nave non rispondeva ai comandi, i motori non ripartivano. Ha provato una volta, poi un’altra, quindi ha comunicato il guasto. Bisognava fermare la Jolly Nero, così abbiamo tentato di calare le ancore”.