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Cronaca

Tragedia di Genova, il comandante del rimorchiatore: “La torre è crollata in una nuvola di fumo”

Genova. Fanno venire i brividi le parole di Marco Ghiglino, comandante del Genua, il rimorchiatore che era a prua della Jolly Nero quando la nave si è schiantata contro la banchina.

”Prima si è sbriciolata la palazzina. Cinque secondi dopo la torre ha cominciato a ondeggiare ed è crollata in una nuvola di fumo. Non potevamo fare nulla”.

Il Genua è una bestia di 30 metri con 60 tonnellate di tiro: ”Ma anche se avessimo mandato le macchine oltre ogni limite – dice – non ce l’avremmo fatta a fermare la corsa di quella nave”.

La sera di martedì, racconta ancora Marco Ghiglino, il Genua si è agganciato alla Jolly Nero alle 22,15 e un quarto d’ora dopo ha iniziato a fare il suo lavoro. Per uscire dal canale la Jolly ha impiegato una ventina di minuti, con il rimorchiatore di poppa, lo Spagna, che ogni tanto correggeva la rotta per tenere la Jolly parallela alla diga. Un’ora e un quarto dopo la partenza, l’incidente.

”Abbiamo sentito Fabio (il collega che comandava lo Spagna, Ndr) dire
alla nave che era a 70 metri dalla banchina e poi abbiamo eseguito il loro ordine di continuare a tirare a tutta” afferma ancora Marco, dicendo di non aver sentito, dalla sua posizione, se la nave abbia o meno attivato le sirene per avvisare che c’era un problema. Ma nonostante lo sforzo dei rimorchiatori, la Jolly ha proseguito la sua corsa”.

”Non potevamo fare nulla di più – ripete Marco – abbiamo visto il crollo e abbiamo solo potuto telefonare al 115. In due minuti erano già lì”.