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Schianto al molo Giano, crolla la torre dei piloti del porto di Genova: tre morti, quattro feriti e sei dispersi

Genova. E’ attualmente di tre morti, quattro feriti e sei dispersi il bilancio del tragico schianto che questa sera poco dopo le 23 ha portato la nave Jolly Nero a schiantarsi contro il molo Giano nel punto dove si sollevava la torre dei piloti, che controlla il traffico nel porto di Genova. “Due sono militari della capitaneria di porto e il terzo è un pilota” ha spiegato il capitano della capitaneria di porto Ponzetto. Al lavoro per tutta la notte vigili del fuoco, subacquei e sommozzatori dei carabinieri per cercare di sperare di trovare ancora in vita almeno due dei sei dispersi i cui cellulari sono risultati raggiungibili alle chiamate dei soccorritori. I corpi delle persone decedute, invece, sono stati trovati sott’acqua, martoriati dalle macerie della torre in cemento armato, che ha fatto crollare anche la palazzina sottostante.

schianto al molo giano cadavere

Le cause sono ancora ignote, forse un’avaria, durante la manovra inspiegabilmente errata di uscita dal porto di Genova. Dalle prime testimonianze raccolte, sembrerebbe che due motori si siano bloccati e che la nave sia pertanto divenuta ingovernabile. La torre è stata colpita dal fianco sinistro della poppa della nave, in quel momento carica di container. La Torre piloti del porto di Genova ”e’ venuta giu’ di colpo”, subito dopo essere stata urtata dalla Jolly Nero. Questa la testimonianza di un testimone
oculare.

R.G. e’ una delle guardie giurate in servizio al check point del molo Giano. Ed era da poco entrato in servizio quando si e’ verificato l’incidente. “Saranno state le 23, o pochi minuti dopo. Ero nell’ufficio del check point quando ho sentito come un boato e subito dopo tre ragazzi passare di corsa, urlando spaventati: ‘La torre! La torre!’. Sono uscito e la torre non c’era piu’, al suo posto c’era la prua della nave”.

“Una vicenda incredibile” ha commentato a caldo il presidente dell’autorità portuale di Genova Luigi Merlo. “Le condizioni erano ottime, senza vento, con mare calmo e senza altre navi in movimento”, Ora la priorità “è recuperare le persone, che non si sa se sono in acqua o sono rimaste intrappolate dai detriti”.