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Sampdoria 2012/2013, i flop: Romero, Maxi Lopez o Ferrara-Sensibile, chi ti ha deluso di più?

Genova. La missione salvezza portata a termine, se ci si aggiunge l’aver chiuso in classifica sopra ai cugini i motivi per cui sorridere nel guardare a quanto successo in campionato non mancano. Ma c’è chi, in un’annata tutto sommato positiva, è riuscito a sfigurare; chi ha dimostrato di non essere all’altezza del progetto Sampdoria. Questi i flop (e abbiamo selezionato quelli da cui era lecito aspettarsi di più) della stagione appena archiviata, ai tifosi il compito di assegnare le posizioni del podio.

Pasquale Sensibile/Ciro Ferrara. Se Vialli e Mancini erano i gemelli del gol, l’ex direttore sportivo e tecnico blucerchiato erano i gemelli del terrore: chiedere ai tifosi della Sampdoria per conferma. Il dirigente poi è riuscito a toppare a più riprese. Delle tre campagne acquisti gestite in prima persona è riuscito ad azzeccare qualcosina giusto nel gennaio 2012. Ha fallito scegliendo Atzori, ha sbagliato nel non riconfermare Iachini, ha scommesso sul cavallo sbagliato puntando su Ferrara. E quando la società ha esonerato il tecnico, lui si è dimesso, offeso per non essere stato interpellato. Non pago degli errori commessi, a mesi di distanza si concede il lusso di criticare Delio Rossi, l’uomo capace di rispolverare Palombo dall’oblio a cui lo avevano destinato proprio Sensibile e Ferrara (un’altra delle loro poco condivisibili pensate). Certo anche il tecnico ha fatto la sua parte. Dopo un avvio promettente e incappato in una sconfitta dietro l’altra. A spaventare era però l’assenza di personalità della squadra. Di bel calcio nemmeno a parlarne.

Sergio Romero. Qualche campanello d’allarme era già suonato nell’anno della B. Qualche svarione ne avevano minato la nomea di tapparella. Ma al portiere della nazionale argentina qualche errore lo si poteva perdonare. In A si diceva, avrebbe trovato il palcoscenico più adatto per esaltarsi, per dimostrare di essere un gran numero uno. Ricordando come mister Rossi nelle ultime giornate di campionato gli abbia preferito Da Costa tra i pali, è facile rendersi conto di quanto i suoi errori abbiano stufato. Svagato, incerto e incapace di regalare sicurezza ai compagni della difesa. Un gap non da poco quando sei costretto a giocarti la permanenza nella massima categoria. Emblematiche le prestazioni fornite contro Udiene, Chievo e Napoli (giusto per citarne alcune). E poi il gol di Matuzalem nel derby di ritorno: prodezza del brasiliano o dormita dell’argentino? Nel dubbio Carlo Osti ha puntato i riflettori su Bardi, Sorrentino e Viviano.

Maxi Lopez. Da uno che ha giocato nel Barcellona e nel Milan ti aspetti tanto, tantissimo. Se poi fa l’attaccante sogni gol a grappoli. Ne sono arrivati 4 in 17 presenze accumulate nel corso del campionato; 5 se si considera la rete realizzata in coppa Italia. L’infortunio e l’esplosione di Mauro Icardi lo hanno via via portato ai margini del progetto blucerchiato tanto che adesso, ai vertici di Corte Lambruschini, nessuno sembra intenzionato a riscattarlo dal Catania. Vero, forse c’è chi ha fatto peggio di lui ma da Maxi era lecito attendersi molto di più. La Galina de oro, un flop: è l’amico che quando parti per le vacanza si dimostra di una noia mortale, il compagno di classe che non ti passa il compito, il collega che corteggia tua moglie; così non ci si comporta ma che gran peccato. Pensare a quello che poteva essere e non è stato fa male.