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Registro Unioni Civili, Arcigay: “Un obiettivo di civiltà, finalmente un passo concreto verso parità”

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Genova. Con 25 voti favorevoli (PD, SEL, LISTA DORIA, MOVIMENTO 5 STELLE, FED), 2 astenuti (gruppo MUSSO) e 11 contrari (PDL, LEGA e IDV) il Consiglio Comunale di Genova ha ieri approvato il Regolamento istitutivo delle Unioni Civili.

“Si tratta di un obbiettivo di civiltà, di un passo da tanti promesso da oltre dieci anni e che solo l’amministrazione Doria ha saputo realizzare”, dichiara Lilia Mulas, Presidente di Arcigay-Arcilesbica Genova. “In dieci giorni, dopo l’adesione della Regione Liguria alla RETE RE.A.DY, la rete delle Regioni e degli enti locali contro le discriminazioni fondate su orientamento sessuale e identità di genere, Genova conquista un ulteriore strumento per la realizzazione della parità e della dignità delle persone e delle famiglie LGBT”.

“Genova adotta uno strumento giuridicamente concreto”, afferma Damiano Fiorato, avvocato e responsabile dello Sportello Legale di Arcigay Genova, “infatti grazie alla previsione dell’attestazione anagrafica, la coppia omosessuale da oggi anche a Genova può avere in mano una certificazione completa (attestazione anagrafica di cui agli articoli 4 e 33 del Decreto Legislativo sullo Stato civile e certificato di iscrizione nel Registro delle Unioni Civili), che può far valere nelle sedi legge come prova legale della convivenza more uxorio, troppe volte nella pratica messa in dubbio. E questo ha l’indubbio effetto di realizzare una piena parità nell’ambito dell’allocazione dei servizi comunali”.

“Genova sempre di più si avvia ad essere città dei diritti. Il Sindaco e l’Assessore Fiorini hanno lavorato con i nostri giuristi e i nostri dirigenti dando la massima disponibilità e permettendo di giungere così a questo storico risultato per Genova. Ma non ci accontentiamo, sia chiaro. Ora il Legislatore, come ha più volte auspicato la Corte Costituzionale e in ultimo il suo Predente, faccia il suo dovere e garantisca tutela alle persone LGBT approvando le leggi contro la violenza trans-omofobica e per i matrimoni same sex” conclude Valerio Barbini della Segreteria nazionale Arcigay.