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Puc, “Voglio la Gavoglio” dice no al percorso di partecipazione: “Servono risposte prima di andare avanti”

Genova. “Voglio la Gavoglio”, che coinvolge decine di cittadini a titolo personale, alcuni commercianti di Via Lagaccio, Parrocchia di San Giusepope al Lagaccio, Quartiere in Piazza, Fratellanza Artigiana Genovese, Gruppo Amici Lagaccio, Progettare la Città, Terra di Nessuno, Comitato Lagaccio, comunica la propria avversione al percorso di partecipazione (“in realtà solo ascolto”) proposto dal comune per rivedere il PUC.

“Il Municipio ci ha illustrato il percorso che il Comune ha proposto per far partecipare il territorio alla revisione del Puc proposto. Il percorso prevede riunioni in municipio in cui tecnici del comune chiedono lumi sulle osservazioni (basta leggerle), poi una assemblea il 5 giugno al Lagaccio per comunicare le diverse osservazioni uscite (il 5 giugno è una data vicinissima e di incontri pubblici comunicando le osservazioni ne abbiamo già fatto nel Lagaccio molti), fare dei workshop cittadini con enti quali Università e diversi esperti su diversi temi del PUC in via di approvazione (dovremmo chiedere noi di fare anche una sessione sulla Gavoglio, secondo il comune), poi una commissione creata dal comune fa le controdeduzioni, comunica le risposte alle osservazioni e fa i cambi al PUC”, precisa la rete.

“Onestamente a noi questo sembra un percorso di reindirizzamento delle domande più che di partecipazione. Le risposte possono essere una base di partenza e sono lo strumento previsto per il PUC. Tra le altre cose la prima delle assemblee pubbliche a Ponente ha avuto circa 30 partecipanti alle 14 di pomeriggio – proseguono gli esponenti di Voglio la Gavoglio – Non parteciperemo quindi a questi appuntamenti e pensiamo di fare, nella stessa giornata del 5 giugno, un’altra assemblea pubblica dove parliamo del Lagaccio e della Gavoglio che vorremmo, senza andare a perdere tempo in un percorso che non ha logica. La cosa che abbiamo chiesto al Municipio (e che il Municipio ha accettato di fare) è di sostenere con il Comune la nostra richiesta di fermare questo percorso solo formale, di dare prima le risposte e poi di andare avanti. Non abbiamo ad oggi ricevuto risposte”.

Al di là delle osservazioni, la richiesta della rete è di tornare al PUC del 2001 che prevedeva di togliere circa il 30% della superficie agibile attualmente costruita nella caserma. Il Puc in via di approvazione vuole aumentarla di circa il 30%. “La nostra preoccupazione è che si voglia arrivare a 0%, peggiorando quindi di molto il PUC del 2001 che aveva senso. L’unico motivo per aumentare le superfici agibili è di permettere nuove costruzioni che al Lagaccio (densità abitativa 14.000 abitanti per KMq) non hanno senso ed è dannoso per il futuro”.

Poi alcune altre precisazioni. “Dal Lagaccio sono partire 450 delle 800 osservazioni fatte al PUC a livello cittadino. Le nostre sono tutte osservazioni sulla scheda del PUC della Gavoglio. Il Lagaccio costituisce quindi una situazione significativa per il percorso del prossimo PUC. Da circa 11 mesi attendiamo le risposte a queste osservazioni. Le risposte sono un obbligo amministrativo e di Legge e quindi devono essere date. Ovviamente esiste un PUC proposto, del 2012, che questa amministrazione vuole ritarare. Non si può andare a discutere nulla se prima non c’è il passaggio delle risposte alle osservazioni. Da lì, poi, possono naturalmente aprirsi vertenze, discussioni, convergenze. Il Comune il 6 maggio ci ha convocato, come rete tramite i Municipio per illustrarci il percorso proposto che abbiamo rifiutato”.

“Ricordiamo che a marzo avevamo proposto, in una assemblea dei capigruppo consiglio comunale, di fare delle commissioni urbanistiche tematiche comunali sul Lagaccio. Le abbiamo fatte, 2. Di tutti gli impegni che Municipio e Comune avevano preso non abbiamo ancora saputo nulla – concludono – Anche dopo la frana di Via Ventotene, che ha confermato le preoccupazioni che avevamo espresso sulla fatiscenza della Gavoglio, sulla difficile e pericolosa viabilità, non abbiamo ancora saputo nulla sugli impegni presi che non riguardavano solo la Gavoglio”.