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Perdono Siena e Palermo, il Genoa annienta il Pescara (4-1): adesso è tutto nelle mani dei rossoblù

Davide Ballardini

Stadio Luigi Ferraris. Il Palermo a Torino contro la Juventus, il Siena a Catania. Sulla carta va meglio al Genoa che affronta il Pescara al Ferraris. Gli abruzzesi sono virtualmente spacciati, destinati alla Serie B. I rossoblù non hanno scelta, devono vincere per non ritrovarseli davanti anche nella prossima stagione.

Mister Davide Ballardini schiera la sua squadra con il 4-3-1-2: c’è Bertolacci alle spalle di Borriello e Floro Flores. Con Kucka costretto alla tribuna le chiavi del centrocampo sono affidate a Rigoni, Matuzalem e Vargas. Davanti a Frey il quartetto composto da Granqvist, Portanova, Manfredini e Antonelli. Nelle fila avversarie ecco Giuseppe Sculli (i primi cori della Nord sono tutti per lui) e Mattia Perin (che in estate dovrebbe tornare a vestire rossoblù).

È il signor Gervasoni a dare il via alle danze. Di Balzano la prima conclusione, un gran bel destro al volo che si spegne sul fondo. La replica è nella rovesciata di Borriello che non centra il bersaglio di un soffio. Il numero 22 ci riprova al 7’ ma la sua incornata (cross dalla sinistra di Vargas) non è preciso. L’ennesimo cross di Vargas è per Rigoni che sciupa.

Sembra un’amichevole eppure il Genoa si gioca la salvezza. L’impressione è che basterebbe veramente poco per passare. Ma alla squadra di Ballardini piace giocare col fuoco e al 16’ rischia grosso con Sforzini che di testa sfiora la traversa della porta difesa da Frey.

Uno spavento che da la scossa ai rossoblù che al 18’ riescono a trovare il vantaggio. Punizione dalla trequarti di Matuzalem, torre aera di Manfredini per Floro Flores che lasciato completamente libero dalla retroguardia del Pescara beffa Perin senza difficoltà. Solo di qualche istante prima la notizia del vantaggio del Catania sul Siena. Il pubblico rossoblù si infiamma.

Matuzalem cerca il raddoppio ma non è fortunato. È Borriello a inventarsi il 2-0. Stoppa palla (forse si aiuta con un braccio), si accentra e con un bolide a giro di sinistro trafigge Perin. Lo stadio è tutto per l’ex romanista. E Floro Flores sfiora il tris con una botta dalla distanza di poco alta, questione di centimetri.

Ma nel momento di massima spinta rossoblù arriva il gol del Pescara con Sculli che svetta su Granqvist e di testa indirizza il pallone sul secondo palo sorprendendo Frey, un Frey colpevole di non aver cercato di intercettare il traversone destinato all’ex rossoblù. Il capitano ospite però non esulta; anzi, chiede scusa alla Nord.

Il tiro-cross di Matuzalem è preda di Perin, alta la conclusione di Bertolacci servito da Rigoni. Ancora Pescara pericoloso con Cascione che innesca un poco incisivo Sforzini capace di guadagnare solo un calcio d’angolo. Il primo tempo si chiude qui.

Nella ripresa i ritmi sono più blandi: il Genoa fa la partita, il Pescara è tutto raccolto all’indietro. A salve il colpo di testa di Borriello. Ma l’attaccante non è uno che sbaglia due volte di seguito e all’8’, servito da Bertolacci, trova la doppietta personale e il 3-1 a favore dei rossoblù. Non bastasse, arriva anche la notizia del gol della Juventus, il Palermo sta perdendo. Il boato del Ferraris risuona in tutta Marassi.

Entrano Tozser e Immobile, a lasciargli il posto Vargas e Floro Flores. Al 17’ è Manfredini a cercare la via della rete ma Perin questa volta dice di no. Al 24’ il Grifone cala il poker. Rigoni cerca Borriello che viene anticipato dal portiere abruzzese che resta però lontano dai pali con il pallone che arriva a Bertolacci: l’ex di Lecce e Roma non ci pensa due volte e il Genoa chiude la pratica, 4-1.

Si fa male Antonelli, Ballardini spedisce in campo Moretti. Immobile cerca il gol dell’ex ma il suo destro è impreciso e si spegne largo sul fondo. L’ultima emozione è griffata Sculli che però non centra la porta. Si chiude qui, con il Genoa che porta a casa 3 punti che pesano come il piombo. I rossoblù sono ora al quart’ultimo posto, in solitaria, a più due dal Palermo e a più dal Siena. E il Torino è distante ora solo una lunghezza (mercoledì lo scontro con i granata). Sarà quel che sarà, di certo c’è però che adesso è tutto nelle mani dei rossoblù, il Genoa è padrone del proprio destino. E a tre giornate dal termine della stagione non è roba poco.