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Istituto Brignole, i sindacati: “Dalla Regione solite chiacchiere, ma nessuna garanzia per gli utenti e i lavoratori”

manifestazione istituto brignole

Genova. Cgil, Cisl e Uil e le rispettive categorie della Funzione Pubblica alcuni giorni fa hanno incontrato presso gli uffici della Regione Liguria l’assessore al welfare, Lorena Rambaudi, l’Assessore Paola Dameri in rappresentanza del Comune di Genova e Gianfranco Migone, rappresentante della Federcommisseria, al fine di ottenere chiarimenti in merito alla situazione dell’Istituto di proprietà Pubblica Emanuele Brignole Servizi.

L’incontro è stato richiesto dalle OO.SS. con carattere d’urgenza, anche in considerazione della notizia allarmante, riportata la settimana scorsa dai principali organi di stampa cittadini, circa la presunta impossibilità da parte dell’Ente Pubblico di riuscire a corrispondere agli oltre 200 dipendenti la retribuzione del mese di giugno, a causa dell’aggravarsi del buco di bilancio e della conseguente mancanza di liquidità.

Il confronto richiesto dalle OO.SS. doveva avere, inoltre, lo scopo di verificare lo stato di realizzazione del progetto di riorganizzazione e risanamento dell’EBS, affidato alcuni mesi fa, mediante una delibera regionale, al Commissario Straordinario, Dott. Enzo Sorvino – anch’egli presente all’incontro.
Il piano straordinario, presentato alle parti sindacali nel corso dell’ultimo incontro, risalente al 21 marzo scorso, prevedeva, tra l’altro, l’esternalizzazione a soggetti Privati delle strutture Pubbliche, partendo, ovviamente, da quelle rese più appetibili attraverso costose ristrutturazioni immobiliari, già effettuate con denaro pubblico – come la Residenza Castelletto, situata in Corso Firenze.

Le segreterie Cgil, Cisl e Uil e le rispettive categorie della FP hanno dovuto constatare ancora una volta, con sconcerto e disappunto, che da parte di Regione Liguria e dell’Assessore Rambaudi non esiste alcun interesse a fornire né garanzie né elementi di chiarezza utili a comprendere gli effetti di tale “piano di risanamento” che, passando per il peggioramento delle condizioni lavorative degli operatori impiegati e della qualità dei servizi erogati, dovrebbe consentire (il condizionale è più che mai d’obbligo) il recupero di un deficit accumulato che si aggira oggi sui 40 milioni di €. Ci teniamo a sottolineare che tale deficit si è formato negli anni, con responsabilità politiche – e forse non solo politiche – indiscutibilmente in capo a chi ha occupato i ruoli di controllo politico e gestionale.

A fronte di quanto sopra, la Regione e gli Assessori competenti, invece di accogliere le preoccupazioni delle OO.SS., continuano ad eludere un confronto serio in merito alle azioni di risanamento, ipotizzando solo – come detto – la privatizzazione e arrivando addirittura a confondere le procedure previste dalle normative vigenti in materia.

Nel corso dell’incontro le OO.SS. hanno ribadito la comune e unitaria volontà di addivenire ad una soluzione gestionale che contempli la sostenibilità economica dell’Istituto, il mantenimento della qualità del servizio reso alla cittadinanza e la continuità occupazionale e contrattuale per gli Operatori dell’EBS.

La riunione si è di fatto interrotta senza nessuna conclusione, per l’impossibilità degli Assessori Rambaudi e Dameri di continuare il confronto in atto a causa d’impegni pregressi. Cgil, Cisl e Uil, prendendo atto dell’impossibilità di ottenere ad oggi i chiarimenti richiesti sono con forza a pretendere un tavolo immediato di confronto politico-istituzionale e tecnico, con interlocutori che siano in grado di discutere autorevolmente delle modalità di risanamento dell’EBS e della sua possibile ed auspicabile realizzazione.

Le segreterie Cgil, Cisl e Uil e le rispettive categorie della Funzione Pubblica sono a comunicare conseguentemente che, se ulteriormente inascoltate, metteranno in campo tutte quelle iniziative pubbliche di sensibilizzazione e mobilitazione dei lavoratori delle Strutture, degli utenti e dell’intera cittadinanza, utili per la conservazione nell’ambito pubblico di un servizio sociale – l’assistenza agli anziani – che ha assunto oggi il carattere di una vera e propria emergenza.