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Economia

Iren, l’Aula Rossa in difesa del patrimonio industriale e occupazionale: “Così salviamo le radici genovesi”

lavoratore

Genova. “L’aut aut della città di Genova era rivolto ai soci Iren, non al sindaco”. Il capogruppo Pd, Simone Farello, getta acqua sul fuoco su quello che si preannunciava un consiglio comunale rovente, con più di un centinaio di lavoratori della multiutility sugli spalti dell’Aula Rossa a testimoniare il timore di veder depauperato il territorio genovesi di un patrimonio industriale e occupazionale, a vantaggio di Reggio Emilia e Torino.

“Non difendiamo nessun interesse di questo o quel dirigente – ha sottolineato il delegato Rsu Iren Gas, Frisone – ma se le decisioni vengono portate lontane si corre il rischio di non capire le necessità delle infrastrutture. Troppe realtà a Genova hanno già pagato. E non me ne voglia il sindaco Doria, ma purtroppo è a confronto con Fassino e Delrio”. Il capoluogo ligure corre il rischio, cioè, di “pagare un peso politico minore rispetto alle altre città e non si capisce perché il nuovo consiglio, pur non cambiando il pacchetto azionario, vedrebbe un ribaltamento con soli 3 consiglieri genovesi su 13. Oltre a questo una parte di attività sarebbero scomporate da Genova e andrebbero verso Torino e Reggio Emilia”.

Per evitare questo, ovvero la riforma della governance nel nuovo statuto che i consigli comunali delle varie città devono approvare, il Pd ha presentato un emendamento firmato da tutta la maggioranza, Sel, FdS e Lista Doria, con voto favorevole anche del Pdl.

“Abbiamo condiviso fin dall’inizio la necessità di riformare la governance di questo importantissimo gruppo – ha detto Farello – perché conosciamo l’esigenza di rendere più industriale la gestione di una società che è il frutto di una fusione di diverse realtà territoriali. Quello che però riteniamo inaccettabile è che vengano sottratte al territorio realtà e competenze per essere portate altrove”, ovvero a Reggio Emilia o Torino.

“Un conto è far finire la lottizzazione – ha sottolineato poi Farello – altro discorso è garantire aziende che funzionano e quelle genovesi hanno portato in Iren competenze e cultura industriale”. Quasi 1000 posti di lavoro più indotto che “non possono essere messe in discussione, con questo emendamento pensiamo che il risultato possa essere garantito. Ovviamente osserveremo con interesse le azioni del nuovo management ma intanto partiamo dalla difesa di un patrimonio che Genova non si può permettere di perdere”.

Esattamente come tre anni fa, quando il consiglio comunale con un emendamento garantì che Iren restasse società a maggioranza pubblica, oggi la stessa Aula difende il patrimonio industriale e occupazionale. “Quando le assemblee elettive fanno bene il loro mestiere servono all’interesse della città, per fortuna le contrapposizioni politiche qui non c’entrano niente”, ha concluso Farello.

“Siamo scippati di nuovo di posti di lavoro e industria – ha commentato il capogruppo Pdl Lilli Lauro – l’emendamento del Pd è interessante e potremmo sostenerlo, mi chiedo solo dove sia il management ora. Sembra un film già visto, si continuano a perdere posti di lavoro e nessuno si prende la responsabilità. Genova paga una grande scissione della politica, la maggioranza non sostiene il sindaco e anche nelle questioni industriali questo si paga”, ha ammonito poi Lauro.

“L’emendamento sintetizza un po’ la discussione pacata e con giusto confronto – ha tirato le fila il vicesindaco Stefano Bernini – buttiamo il cuore oltre l’ostacolo, apriamo ad uno sviluppo di questa società ma contemporaneamente salvaguardiamo e implementiamo le radici”. Bernini si è detto abbastanza ottimista: “Noi abbiamo competenze sul territorio, spero che anche Torino faccia la stessa scelta in modo da avere un emendamento congiunto”.