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Economia

Imu, Tares e patto di stabilità, bilanci dei Comuni a rischio: Anci Liguria lancia l’allarme

Genova. Patto di stabilità, Imu e Tares. Questi sono fra i principali argomenti di cui discutono i Comuni liguri.

“I Comuni sono in un’attesa preoccupata perché il tempo corre e hanno bisogno di certezze, cioè devono sapere esattamente su quali entrate potranno contare per fare il bilancio 2013. Siamo a maggio e non lo sappiamo ancora – dichiara il sindaco di Genova e presidente Anci Liguria, Marco Doria – occorre sapere quanto prima quali saranno i provvedimenti assunti dal governo, al di là delle dichiarazioni, che poi devono tradursi in fatti. I Comuni hanno bisogno di un gettito di risorse per affrontare i tanti problemi che hanno di fronte”.

Il segretario dell’Anci, Pierluigi Vinai, ha detto che potrebbe essere utile uno snellimento della macchina dello stato. “Che i Comuni abbiamo avuto risorse tagliate continuamente è vero e non bisogna andare avanti in questo modo, quindi mi trovo d’accordo sul fatto che sia necessario fare recuperi in termini di efficienza – dichiara ancora il primo cittadino di Genova – Al di là dello stato che deve diventare più efficiente, però, anche a livello nazionale occorre continuare ad erogare servizi, quindi taglierei le spese militari e i costi politica, non i servizi essenziali”.

A tutto questo va ad aggiungersi un altro problema. I Comuni liguri, infatti, sono in assoluto fra i più virtuosi, ma questo paradossalmente lega loro le mani. “Dovrebbero essere premiati e meno penalizzati degli altri – conclude Doria – servono soluzioni anche in questo senso”.

Sulla stessa linea d’onda del presidente regionale di Anci, anche Roberto Levaggi, sindaco di Chiavari e vicepresidente regionale dell’Anci. “Il punto è capire come reperire risorse che verranno meno dall’Imu. Quello che conta, anche per noi Comuni della riviera che siamo più fortunati avendo molte seconde case, è superare l’indeterminatezza – dichiara – Siamo stati cinquanta giorni senza governo, adesso si parla di un decreto che dovrebbe ritardare il pagamento della rata Imu sulla prima casa, speriamo che il governo predisponga atti che consentano ai Comuni di reperire altre risorse. Politicamente sono d’accordo nel non tassare la prima casa, ma i Comuni devono avere risorse per i servizi essenziali, quindi è necessario studiare altre forme, ma in modo da non andare ad incidere sulle fasce a reddito più basso”.

Secondo Levaggi sarebbe forse stato meglio lasciar prendere certe decisioni ai Comuni. “Hanno maggior polso della situazione. Io che ho fatto anche il consigliere regionale e ora sono sindaco, ad esempio, posso dire che non c’è paragone nell’essere in un ente sovraordinato o essere a diretto contatto con i cittadini – conclude – Sono i Comuni a sapere cosa fare, ci vorrebbe maggiore autonomia dal basso e meno imposizioni dal centro”.