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Genova, una festa Arcobaleno per i diritti: “Non esistono differenze, la crisi colpisce tutti i tipi di famiglia”

regolamento unioni civili

Genova. Da Valencia a Helsinki, da Toronto a Tel Aviv, passando per Genova. E’ l’International Family Equality Day: stessa data in nove città italiane, Lanterna compresa, e nel resto del mondo, per ricordare che ci sono bambini con mamme lesbiche o padri gay, ma i diritti non sono uguali per tutti.

Il cambiamento, quindi, in attesa delle decisioni della politica, passa anche per una giornata di festa. Nervi, la location pensata da Famiglie Arcobaleno, in partnership con Amnesty International, il Coordinamento Genitori Democratici, e Legambiente, per trascorrere una domenica nel verde incontrando famiglie di ogni tipo, nonostante la pioggia, ha comunque salutato la seconda edizione genovese della Festa delle Famiglie, appuntamento giunto ormai al quinto anno in tutta Italia.

In Liguria, Famiglia Arcobaleno, l’Associazione genitori omosessuali fondata nel 2005 sul modello francese, annovera ventisei iscritti destinati a crescere prossimamente, mentre l’Italia conta 600 famiglie arcobaleno e 200 bambini. Coppie o single omosessuali che hanno realizzato il progetto di genitorialità – in Liguria si contano due coppie con rispettivi gemelli – o che aspirano a farlo, tra mille ostacoli. Il primo, che caratterizza anche le coppie eterosessuali date le difficoltà della legge in materia di fecondazione assistita, riguarda la fase propedeutica “diventare genitori”.
Se le donne ricorrono alle tecniche di Spagna e Danimarca, gli uomini affrontano la traversata in Canada e Usa, al netto di costi elevati e non accessibili a tutti. In caso poi la procreazione assistita avesse esito positivo, subentrerebbe un secondo problema di ordine giuridico. I figli delle famiglie Arcobaleno “nascono per legge orfani di un genitore”, spiega Giovanni Fantoni, referente regionale dell’associazione.

Il vuoto legislativo si traduce in questioni pratiche all’ordine del giorno: all’altro genitore, quello non riconosciuto come biologico, potrebbe non essere consentito portare il figlio al parco, così come a scuola, senza un regolare permesso. A questo tipo di famiglie non resta che affidarsi a scritture private per dimostrare il legame tra figlio e genitore non biologico: biglietti aerei, stati di famiglia, ogni prova va conservata.

In questo senso, il registro per le unioni civili rappresenta un importante passo avanti. “Innanzi tutto è in grado di certificare un legame e poi permette di accedere ad eventuali servizi del Comune, come l’asilo nido”, aggiunge Fantoni.

E mentre in Italia la discussione si arena spesso e volentieri, dietro la motivazione delle priorità, l’Europa va in tutt’altra direzione. “Noi siamo fermi al palo – sottolinea Fantoni, regolare cittadino genovese che ha celebrato il suo matrimonio a Londra, data l’impossibilità in Italia – ma il paradosso è un altro: i problemi delle famiglie, di tutti i tipi di famiglia, sono sempre gli stessi, non ci sono differenze di genere. La crisi colpisce tutti allo stesso modo, sono i diritti, per alcuni sì e per altri no, che fanno la differenza”.