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“Felici di Crescere”, il dibattito in aula. Burlando: “Avviate opere da 15 mld”

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Regione. Si è svolto, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento interno, il dibattito sulla situazione economica della Liguria e sulle prospettive di crescita. Il dibattito, nel quale sono intervenuti buona parte dei componenti dell’Assemblea, si è concluso dalla replica del presidente Burlando. La discussione ha assorbito anche il dibattito sulle altre iniziative consiliari (interrogazioni, interpellanze, mozioni e ordini del giorno) in programma per la seduta odierna.

Francesco Bruzzone (Lega Nord Padania) ha espresso apprezzamento per l’iniziativa svoltasi a palazzo Ducale e voluta dal presidente della Giunta, Claudio Burlando. “E’ stato il momento giusto per intraprendere un percorso indispensabile che la nostra Regione deve assolutamente fare”, ha ribadito il consigliere, per tracciare poi un quadro dell’economia ligure, formatosi in questi ultimi decenni, ricordando in particolare che negli anni Cinquanta la città viveva soprattutto di aziende di Stato. “Poi c’è stata un processo che ha ridotto, tagliato questo mondo delle aziende di Stato, con un’azione alla quale si può associare il nome di romano Prodi – ha detto – E qui in Liguria non si è stati capaci di ricreare un uovo modello economico per supplire i vuoti lasciati dalle aziende di Stato che chiudevano, anche se con processi lenti. Non ci sono state proposte per il rilancio economico”. Ha continuato: “La conseguenza di quanto ho detto è, in primo luogo, la mancanza di posti di lavoro. E va riconosciuto che noi della Lega ci siamo distinti, diversi anni fa, dalle dichiarazioni di una componente politica di chi, come il presidente Burlando, sosteneva che era necessario far arrivare da noi un forte numero di extracomunitari per far fronte alla necessità di forza lavoro. Questa posizione si è rivelata fallimentare: il lavoro non c’è per nessuno”. Bruzzone ha quindi sottolineato la necessità che le Regioni sempre di più acquisiscano un ruolo importante nel nostro Paese. E in quest’ottica – ha sottolineato – si inserisce la mozione di cui è firmatario, che affronta temi di carattere nazionale e che il consigliere ha brevemente illustrato: “Si chiede che il Consiglio regionale dia mandato al Presidente della Regione per promuovere i temi, gli argomenti che già sono stati individuati dal collegio dei saggi voluto nei mesi scorsi da Napolitano – ha detto – Mi riferisco in particolare al superamento del bicameralismo, al senato delle regioni, all’abolizione dell’attuale legge elettorale. Importante la ripresa dei decreti attuativi per l’attuazione del federalismo fiscale che il governo Monti aveva bloccato. C’è poi una parte economica piuttosto dettagliata”. Bruzzone ha quindi concluso: “Il nostro intervento e più in generale la nostra posizione vuole essere fortemente costruttiva”.

Anche Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha lanciato un invito alla concretezza: “Bisogna individuare tra le diverse forze politiche chi condivide importanti progetti e iniziative, penso in particolare alle infrastrutture. – ha detto – E’ il momento di dare risposte concrete ai problemi, per evitare di ritornare agli Erzelli contromano”. Ha spiegato il consigliere: “Bisogna individuare 5 o 6 punti qualificanti che inducano le forze politiche in Consiglio ad attivare tutto quanto necessario per realizzarli. La situazione attuale è molto grave. Ci sono 188 mila persone a rischio povertà. E’ necessario mettere in campo tutte le forze a disposizione. Bisogna stilare un elenco di priorità alle quali mettere mano. Penso ad esempio agli interventi a favore dei territori alluvionati. Ho apprezzato la volontà espressa da Burlando di sollecitare l’Agenzia delle entrate ad accelerare il rimborso dei crediti Iva, e mi chiedo a che punto si sia arrivati in tal senso. Credo occorra riflettere sul ruolo che ancora possano avere le Province in alcune realtà”.

Stefano Quaini (Sel): “Giudico in modo completamente favorevole il convegno organizzato dal presidente Burlando, è stato importante per le presenze che ha avuto e per l’analisi accurata della crisi fatta. Ha indicato la direzione giusta per dare lavoro e speranza ai cittadini in un momento in cui dal nostro paese scappano soprattutto i giovani più qualificati e le università sono sempre meno al passo con le altre. In questi anni abbiamo subìto un attacco senza precedenti allo stato sociale, ma la Liguria si è comportata bene e il saldo è positivo rispetto a regioni a noi vicine. Il ritmo di crescita dei paesi in via di sviluppo condiziona l’economia mondiale e gli speculatori hanno pensato di spartirsi la torta, basti pensare all’indebitamento che le banche hanno consentito con prestiti senza precedenti. Occorre, invece, invertire la rotta di queste politiche, investire in infrastrutture e ricreare il sistema degli ammortizzatori sociali falcidiati con la crisi”. Quaini ha aggiunto che si assiste ormai in Italia una grande disparità nei redditi ammonendo che, “se si colpiscono i lavoratori si imbocca una via senza ritorno verso la depressione. L’Italia deve fare un piano di grandi opere e occorre aprire il corridoio sud nord delle merci. I nuovi ospedali devono essere ecosostenibili, bisogna favorire il turismo sostenibile sul territorio e fare sviluppo serio e sostenibile”.

Concludendo il dibattito sulla situazione economica della Liguria e sulle prospettive di crescita il Presidente della Giunta Claudio Burlando ha lasciato cadere l’offerta provenuta da diversi esponenti della minoranza di centro destra di avviare sul modello nazionale larghe intese anche in Liguria. Ha invece annunciato che il prossimo lunedì dalle 11.00 alle 14.00; si terrà un incontro con i governatori leghisti di Piemonte e Lombardia insieme all’Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti e ai vertici delle autorità portuali. All’ordine del giorno non tanto la macroregione: “Non ho ancora ben capito se quando ne parlano si rivolgono anche a noi o meno” ma il terzo valico, le infrastrutture e il rapporto fra portualità e retroportualità.

“La Liguria – ha spiegato – è al vertice di una grande Y che da una parte va a Torino e dall’altra a Milano. O lavoriamo insieme o fatalmente restiamo ai margini dello sviluppo. Abbiamo invitato Cota e Maroni a visitare il porto per spiegare loro che noi possiamo crescere se sviluppiamo i collegamenti nord-sud. Noi abbiamo le banchine, loro gli spazi. Capisco che il terzo valico ha per il Piemonte un impatto più forte e di difficile gestione che in Liguria e questo spiega perché quella regione ha oggi un atteggiamento più defilato, ma dobbiamo ragionarci sopra insieme”.
In quanto alla maggioranza di centro sinistra, Burlando ha negato decisamente che ci sia qualcosa di fermo per colpa di divisioni interne: “Per quelle che erano le nostre responsabilità le cose stanno andando avanti – ha aggiunto snocciolando una serie di opere pubbliche in corso di realizzazione – si sta lavorando al raddoppio ferroviario del Ponente, al nodo ferroviario di Genova, alla strada a mare di Cornigliano che cambierà volto a quella zona; si stanno facendo interventi sulle banchine portuali a calata Bettolo e alla Spezia, sta andando avanti l’Aurelia bis a Savona e La Spezia, stiamo ricostruendo il ponte della Colombiera. Una mole di interventi per 15 miliardi. Una cifra non da poco per una regione piccola come la Liguria e che ha pochissimi confronti a livello nazionale. All’incontro con Piemonte e Lombardia noi potremo dire di avere fatto qualche passo e chiederemo a loro di venirci dietro. Gli presenteremo un sistema portuale in grado, teoricamente, di raddoppiare i traffici. Questo è il risultato di 8 anni di lavoro, è patrimonio di tutti ed è veramente grande”.