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Politica

Begato, Pellerano: “Troppi 50 appartamenti in via Maritano: rischio di un nuovo ecomostro”

lorenzo pellerano 2

Genova. Il consigliere regionale della Lista Biasotti interviene sul progetto di edilizia agevolata nell’area compresa tra via Maritano e via Ortigara in Valpolcevera. “Giusto rivedere i volumi per un progetto che salvaguardi il territorio”

“Mi auguro che la nuova versione del progetto di social housing a Begato non preveda più di 30 appartamenti”. Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che ha presentato e discusso in consiglio un’interrogazione sul progetto di edilizia convenzionata nell’area compresa tra l’inizio di via Maritano e via Ortigara nel quartiere di Begato a Genova.

“Occorre che il Comune recepisca il parere del Municipio della Valpolcevera, che nell’ottobre 2012 aveva bocciato la versione che prevedeva 55 alloggi – continua Pellerano – La disponibilità dell’assessore regionale Boitano alla riduzione e rimodulazione dei volumi del nuovo edificio di social housing a Begato è sicuramente un passo importante per evitare il rischio di un intervento di cementificazione selvaggia in un quartiere già deturpato da tanti palazzoni, come la Diga, costruiti negli ultimi decenni. Il progetto originale che aveva suscitato le preoccupazioni degli abitanti della zona sfociate anche in una raccolta firme prevedeva la realizzazione in un’area ancora preservata dagli scempi urbanistici di un edificio di undici piani e 67 appartamenti che avrebbe snaturato e compromesso il contesto urbanistico attuale, composto da edifici di piccole dimensioni con orti e giardini”.

Nel rispondere in Consiglio Regionale all’interrogazione di Pellerano l’assessore Boitano ha affermato che il Comune di Genova si sarebbe impegnato a rivedere il progetto portando gli alloggi a 50, abbassando l’altezza dei volumi con sviluppo orizzontale e ipotizzando la costruzione di due immobili più piccoli e meno impattanti.

“Forse fra Regione e Comune si è generato un equivoco – commenta Pellerano – la riduzione a 50 appartamenti infatti non è sufficiente, tanto che il Municipio della Valpolcevera ha espresso un parere contrario e nella commissione comunale competente si sono levate molte voci critiche anche all’interno della maggioranza. È necessario un ulteriore passo indietro da parte di Comune e Regione, che cofinanzia il progetto per 2,5 milioni di euro. Le parole dell’assessore Boitano sono di certo un dato positivo perché denotano una maggiore sensibilità ambientale e sociale rispetto all’ipotesi originale che avrebbe rappresentato l’ennesimo sfregio a una zona già pesantemente compromessa.

A questo punto, auspichiamo che la Spim e il Comune elaborino un nuovo disegno che non superi le altezze dell’edificio abbattuto e che la Regione segua con attenzione l’evoluzione del progetto, partecipando alla conferenza dei servizi, dopo aver disertato la precedente riunione. Prima della stesura definitiva del progetto, sarebbe utile un confronto con il comitato degli abitanti della zona che oltre a conoscere bene la realtà del quartiere ha al suo interno competenze preziose in materia e può dare un contributo costruttivo.

Infine è necessario che Comune e Regione – vista la richiesta di circa 4mila alloggi di edilizia convenzionata su Genova – si attivino per rivedere l’offerta di edilizia residenziale pubblica e a canone agevolato: è indispensabile spendere meglio le risorse disponibili per dare una risposta alle esigenze delle famiglie e dei singoli in difficoltà. Ad esempio le risorse recuperate con l’abbassamento della “diga” di via Maritano potrebbero essere utilizzate per effettuare manutenzioni nelle case sfitte, ma anche per sperimentare formule di coabitazione, specialmente fra persone anziane, e per ricavare dalle abitazioni di grosse metrature occupate da una sola persona unità di minori dimensioni per single o famiglie di genitori separati con figli”.