Aperture festive negozi, Siri (Lista Biasotti): "Si deve recuperare il significato religioso della domenica” - Genova 24
Cronaca

Aperture festive negozi, Siri (Lista Biasotti): “Si deve recuperare il significato religioso della domenica”

aldo siri

Liguria. Torna d’attualità il problema legato alla apertura festive dei negozi. Recentemente sono state depositate in Parlamento più di 150.000 firme, raccolte nell’ ambito della campagna “Libera la domenica” promossa da CONFESERCENTI e FEDERSTRADA per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare che si propone di cambiare la normativa sulle liberalizzazioni e riportare nelle competenze delle Regioni le decisioni sulle aperture domenicali degli esercizi commerciali.

“L’apertura domenicale – sottolinea Siri – può portare vantaggi alla grande distribuzione e non certo ai piccoli negozi che non riescono a competere con i grandi centri commerciali ma, soprattutto, non riescono a far fronte all’aumento dei costi dovuti ai dipendenti che lavorano nei festivi. Tant’è che da quando è entrato in vigore il Decreto Salva Italia a fine 2011, 135.000 attività commerciali hanno chiuso i battenti.
Ma accanto a questo aspetto economico ne emerge un altro: quello legato alla questione sociale, che forse è ancora più allarmante, in quanto i tantissimi imprenditori che svolgono attività di commercio al dettaglio ed i loro relativi dipendenti rischiano di non avere più tempo e spazio per le proprie famiglie. Ritmi serrati di lavoro impediscono alle persone, ed alle famiglie, di stare insieme, e rubare anche solo un giorno alla famiglia potrebbe rappresentare una minaccia alla sua unità e potrebbe far perdere del tutto quei valori e principi che purtroppo al giorno d’oggi sono sempre più in pericolo.

Non dobbiamo, infine, dimenticare – continua Siri – l’aspetto religioso che racchiude la domenica; occorre recuperare quel significato originario che oggi pare scomparso e che è stato ricordato dallo stesso Cardinale Bagnasco durante i lavori del Consiglio Episcopale permanente del gennaio 2011 : “Non è assolutamente indifferente ne efficace parcellizzare il tempo del riposo in base alle leggi del mercato. La domenica, che nella tradizione del nostro Paese è dedicata alla famiglia e, se cristiana, al Signore nella comunità, non può essere sacrificata all’economia”. Insomma, le spietate leggi del mercato non devono prevaricare i valori umani e il concetto di familiarità. Rispettare la sacralità della domenica per mantenere più vivo il rapporto umano ed affettivo è un principio che vale non solo per il cattolico, per cui sono scontati i dettami della dottrina cristiana, ma anche per chi cattolico non è. A tal proposito è encomiabile la scelta di un imprenditore veneto che ha deciso di tener chiuso la domenica i suoi 500 punti vendita nella convinzione che l’imprenditore, pur dovendo guardare all’aspetto economico, ha comunque un’etica e dei doveri verso i lavoratori. Un’iniziativa partita dal Veneto e che sarebbe auspicabile venisse condivisa e seguita anche da altre Regioni.

E’, comunque, importante – conclude Siri – capire che l’apertura domenicale non va intesa come una regola ma piuttosto come un’eccezione e che la regolamentazione degli orari dei negozi deve essere compatibile con le esigenze degli imprenditori, dei lavoratori e delle famiglie, tenendo, comunque, conto delle esigenze territoriali”.

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