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Cronaca

Via Ventotene, nulla di fatto per le auto: indispensabile lo spostamento della recinzione, ma manca l’ok

Genova. Ancora nulla di fatto per lo spostamento delle auto bloccate nella parte alta di via Ventotene. Alle 15, come annunciato, è arrivato il braccio di prolungamento della gru, ma ancora non basta. Per arrivare alle auto occorrebbe, anche temporaneamente, che venisse spostata la recinzione di sicurezza all’interno della caserma Gavoglio, installata come misura di sicurezza a protezione dell’incolumità pubblica nel caso la frana dovesse muoversi ancora.

Ma per far questo manca l’ok del responsabile del cantiere. Abitanti ancora in attesa, quindi, mentre le probabilità che oggi possa smuoversi qualcosa, ormai sono minime. “Il Comune non c’entra niente in questa situazione di stallo – ci tiene a precisare l’assessore alla Protezione civile Gianni Crivello – in quanto si tratta di un lavoro definito da due soggetti privati, noi ci limitiamo a motitorare la situazione. Certo se l’ingegnere resposabile del cantiere non se la sente di spostare di alcuni metri più a valle la recinzione, riteniamo agisca nel modo migliore per la sicurezza”. La questione quindi riguarda l’azienda che si sta occupando dei lavori chiamata dagli abitanti e la ditta Vernazza che fornisce la gru, ma una soluzione alternativa allo spostamento della recinzione pare che non sia ancora stata trovata.

Questa mattina c’era stato il primo tentativo di recuperare le 130 automobili bloccate andato fallito.

Gli abitanti, che hanno pagato di tasca loro le operazioni di recupero (100 euro a testa per un totale di circa 13 mila euro il costo dell’operazione) sono piuttosto perplessi. Ques che ha negato per motivi di sicurezza, che la gru potesse essere spostata oltre la recinzione, e i tecnici della ditta. E molti degli abitanti di via Ventotene speravano domani di poter usare l’auto per tornare a lavorare.

“Io ho un furgoncino lassù – racconta Pino, uno degli abitanti sfollati dal civico 51 – e da una settimana non posso andare a lavorare. Per domani mattina avevo un appuntamento perché pensavo che oggi alemo quel problema lo avremmo risolto, invece ora è tutto in forse”. “A questo punto chiediamo un po’ di solidarietà – dire amaro Pino – perché i problemi per noi sono davvero tanti”.