Quantcast
Sport

Stadio in Fiera, le prime reazioni: Pd e Pdl cauti ma aperti al confronto

palazzo tursi comune genova

Genova. “Dopo averne parlato sui giornali e le televisioni locali finalmente, dopo quattro mesi, il tema del nuovo stadio approda in consiglio comunale che è il luogo in cui devono essere prese le decisioni – commenta il consigliere del Partito Democratico, Gianni Vassallo -. Innanzitutto, a fronte di qualunque azienda che voglia fare degli investimenti, l’atteggiamento della pubblica amministrazione non può che essere costruttivo e di verifica della compatibilità tra l’interesse della società Sampdoria e quello della collettività”.

“Qualunque insediamento può infatti avere effetti devastanti o, al contrario, di grande valorizzazione per il territorio in cui va a inserirsi. A maggior ragione, quando l’insediamento riguarda uno stadio di calcio in un quartiere importante come quello della Foce. Il confronto deve giocarsi su due piani: urbanistico e finanzario. Dal primo punto di vista, i principali problemi riguardano le ripercussioni che il progetto avrebbe sul tessuto commerciale esistente, sulla sicurezza dei residenti e soprattutto sui temi del traffico e della viabilità. Oltre a questo, è necessaria una valorizzazione dell’area di piazzale Kennedy. Sul piano finanziario, invece, prima di esprimere qualunque valutazione è necessario conoscere i numeri dell’investimento. Va cioè verificata la disponibilità economica della società Sampdoria, e va soprattutto capito dove e come reperire il resto delle risorse necessarie al completamento dell’opera”.

“Il progetto della Sampdoria è sicuramente affascinante – aggiunge Salvatore Caratozzolo -, altra cosa è la sua messa in pratica, e le risorse finanziarie devono essere coperte interamente dalla società. Certamente questa città ha bisogno di una cittadella dello sport di respiro non solo nazionale, ma anche internazionale, che consenta a Genova di ambire all’organizzazione di quegli importanti eventi che fino ad oggi non ha potuto ospitare. Per fare questo, però, oltre alle strutture sportive servono anche le infrastrutture, e naturalmente anche su questo bisognerà intervenire.

“Al di là di questo grande progetto per la realizzazione di un nuovo stadio, non vanno però dimenticate le tante strutture medie e piccole che interessano migliaia di nostri concittadini, e a cui dobbiamo rivolgere la massima attenzione per consentire a tutti di accedere alla pratica sportiva. La mia proposta, in questo senso, è che le due maggiori società calcistiche cittadine, e quindi oltre alla Sampdoria anche il Genoa, si affianchino alle associazioni sportive esistenti nella gestione degli impianti”.

Alberto Pandolfo invita a non escludere dal ragionamento lo stadio esistente, e soprattutto a non abbandonare a sé stessa quella parte di città. “Genova ha già uno stadio, peraltro collocato in un quartiere, Marassi, che recentemente è stato colpito in maniera drammatica da un’alluvione, con pesanti ricadute soprattutto sul suo tessuto commerciale. Dopo anni in cui il Luigi Ferraris ha rappresentato principalmente una servitù per i cittadini di Marassi, in prospettiva futura questo impianto potrebbe anche portare nuovi servizi e opportunità e, quindi, auspico che il dibattito sia allargato anche alla realtà già esistente. Ritengo si debba comunque procedere ad un’analisi delle criticità e delle opportunità che il nuovo progetto avrebbe sulla Fiera, senza una scelta manichea, legata ad un sì o un no dati a priori”.

“Il progetto esposto dalla Sampdoria merita di essere tenuto in considerazione – valuta Claudio Villa –, in particolare per la possibilità di collegare l’area del Porto Antico a quella della Fiera. Naturalmente, ogni proposta deve avere la sua sostenibilità economica, e su questo bisognerà ragionare nei modi e nelle sedi opportune. Ben venga, comunque, qualunque progetto che oltre al calcio valorizzi anche gli sport minori”.

“Garrone per un attimo ci ha fatto sognare ma noi dobbiamo fare i conti con la nostra città ed un bilancio comunale che non riesce nemmeno a rispondere alle esigenze minime di Genova soprattutto in termini di manutenzione della città a partire dalle strade, ai luoghi pubblici, alla segnaletica ed altro ancora”. Così dichiara il Vice Presidente del Consiglio Comunale di Genova Stefano Balleari che questa mattina ha preso parte alla commissione in Comune dove era prevista l’audizione del presidente della Sampdoria Garrone in merito al progetto del nuovo stadio che dovrebbe sorgere nell’area della Fiera.

“E’ un progetto meraviglioso – continua a spiegare Balleari – quello presentato dal Presidente Garrone però manca di progettualità rispetto a tutta la zona costiera di Genova. Dal Porto Antico, a Corso Italia, dal tunnel sub portuale, alla Sopraelevata, dall’area destinata alle riparazioni navali fino ad arrivare alla fiera ed al passaggio tra la fiera ed il porto antico, sono tutte questioni rispetto alle quali non si è mai stabilito in maniera definitiva cosa si vuole fare”.

L’esponente del Pdl continua: “in commissione questa mattina non si è affrontato il tema di oneri finanziari a carico del Comune in merito alla realizzazione del nuovo Stadio soprattutto per quanto riguarda la gestione della mobilità della zona ma credo che con la carenza di risorse economiche che il bilancio comunale presenta e la mancanza di un progetto definitivo di riqualificazione e rilancio dell’area costiera genovese non si possa procedere in alcuna direzione. Per questo sono convinto che oggi sia fondamentale lavorare su una visione univoca della costa, pensare ad una programmazione definitiva e operare nella direzione che si decide di intraprendere”.

Sul dibattito interviene anche il consigliere regionale del Pdl Matteo Rosso che per primo aveva sollevato forti perplessità su questa questione e lancia una proposta: “ anche alla luce delle risultanze dei lavori della commissione comunale di questa mattina propongo al Sindaco Doria di avviare un confronto pubblico con la popolazione residente così come è stato fatto per la Gronda. Questo potrebbe essere un percorso utile al fine di comprendere meglio come muoversi. Credo che in quest’ottica sia utile lavorare nella direzione più concreta possibile, perché si sta discutendo di opere che cambierebbero sostanzialmente l’assetto cittadino sotto molteplici punti di vista, dalla mobilità, allo sviluppo economico, fino ad arrivare alla qualità della vita dei residenti in tutta quell’area. Non esistono cittadini di serie A e di serie B se il Centro sinistra ha ritenuto giusto fare un dibattito pubblico con i cittadini della Valpolcevera sulla Gronda ritengo che lo stesso si debba fare con i cittadini che vivono dell’area interessata dal progetto del Nuovo Stadio ”.