Politica

Quirinale: il day after del popolo democratico in rete, tra protesta e voglia di ripartire

Genova. Se i giochi per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica sono ormai fatti, il Pd affronta ora una delle pagine più complicate della sua storia. Negli ultimi giorni la rete ha giocato un ruolo fondamentale ed inedito e anche in queste ore il dibattito continua sui social network.

Il presidente della Liguria Claudio Burlando prova a rispondere a chi, militante o semplice simpatizzante, cerchi di trovare su twitter un senso alle ultime convulse giornate e, naturalmente, cerchi una strada perché il Pd possa ripartire.

Se la rete rappresenta allora almeno una parte del popolo democratico, non si può non notare i tanti commenti sconfortati di chi, pur apprezzando la scelta di Napolitano, punta il dito sugli errori commessi.

“Grillo sbaglia – attacca un utente – il #pd non è uguale al #pdl. È molto peggio”. “Noi elettori del pd – rincara subito Perla – però, non siamo uguali agli elettori del pdl. Questo è il problema che non capisce nessuno”.

“Qualcuno che lo capisce c’è. E’ che bisognava essere in 504. Ma anche il “tutto o niente” del #M5S non ha aiutato – spiega Burlando.

“Ho votato Napolitano, certo – continua il presidente della Regione -. Abbiamo avuto avuto altre possibilità e le abbiamo buttate via. Va solo ringraziato”.

La rabbia però è tanta. A tal punto da far parlare di scomparsa del Partito Democratico. “Si rendono conto – rincara Mafalda – che hanno ucciso il partito? Che il popolo della sinistra non li perdonerà?”.

C’è poi chi, e non sono pochi, punta il dito contro l’essenza stessa del partito, ad una mancanza di una linea “unica e definita”.

“Facciamoci una domanda seria – conclude Burlando: ma è una questione di identità o di responsabilità? Pensiamo a questi giorni…”.

C’é infine chi ha voglia di ripartire. Come Nicoletta, che affida alla rete un “Tranquillo @claudioburlando noi nn molliamo anzi!Arrivata ora di farsi sentire e affiancare chi vuole cambiamento e pulizia!”.