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Pagamenti prodotti alimentari: per le aziende torna possibilità di deroga

antonio fasone confesercenti

Genova. Nonostante le modifiche recentemente apportate dal governo alla specifica normativa, i termini di pagamento per la cessione di prodotti agricoli e alimentari, limitatamente alle transazioni fra imprese, potranno essere prorogati a 60 giorni o anche oltre tale scadenza, a patto che tale dilazione sia pattuita in forma scritta tra le parti e non risulti gravemente iniqua per il consumatore.

Alla luce del chiarimento fornito dal ministero, quindi, nelle transazioni commerciali tra imprese, le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore rispetto a quello dei 30 giorni previsti. Dilazioni superiori a sessanta giorni, purché non siano gravemente inique per il creditore, devono essere pattuite espressamente. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto.

“Un’interpretazione del decreto rigida come quella originaria sarebbe stata per noi insostenibile – riflette Biagio Peres, responsabile dei ristoratori aderenti a Fiepet Confesercenti Genova –. In questo modo, invece, si riapre la possibilità di definire direttamente con i fornitori una dilazione nei pagamenti che vada anche oltre i 30 o i 60 giorni previsti, a seconda del tipo di merce. Questa è un’autentica boccata di ossigeno, perché restituisce alle aziende la possibilità di effettuare ordinazioni su quantitativi maggiori, garantendo così anche una più vasta scelta ai nostri clienti”.

Nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una pubblica amministrazione, invece, le parti possono pattuire, purché in modo espresso, un termine per il pagamento superiore a quello di 30 giorni, quando ciò sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione. In ogni, caso i termini non possono essere superiori a 60 giorni. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto.

“Rivedendo la parte più controversa del decreto, è stata riconosciuta la validità dei problemi sollevati da Confesercenti – commentano, con soddisfazione, Antonio Fasone e Biagio Pronzati, presidenti provinciali di Fiepet-pubblici esercizi e Fiesa-alimentaristi –. Ciò che auspichiamo adesso è che quanto stabilito dalla nuova interpretazione venga formalizzato con l’abrogazione della norma”.

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