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Liberazione, Genova ricorda l’altra “metà” della Resistenza: le partigiane liguri

Genova. Dimostrarono lo stesso coraggio e valore dei partigiani uomini e come loro subirono dai nazifascisti rappresaglie, torture, deportazioni, ma le donne della Resistenza, che nella lotta per liberare l’Italia si battevano anche per affermare l’emancipazione e la coscienza femminile in una società i cui pregiudizi continuavano a pretenderle subalterne e sottomesse, seppero anche rompere il muro del silenzio e della paura sugli stupri di massa degli occupanti tedeschi e dei “goumiers” nordafricani del corpo di spedizione francese alleato
dopo la battaglia di Montecassino.

Alle protagoniste dell’altra metà del cielo partigiano è dedicato – oggi, mercoledì 24 aprile alle 17 nel salone del Consiglio Provinciale di Genova a Palazzo Doria Spinola – l’incontro “Donne e la Resistenza dimenticata – la Resistenza dal punto di vista della storia delle donne” organizzato da Provincia e Festival dell’Eccellenza femminile che sarà autrici, esperti, testimonianze
letterarie e proiezioni di filmati e videointerviste.

All’incontro, aperto dai saluti del commissario della Provincia, Piero Fossati e
della vicepresidente dell’Anpi provinciale di Genova, Francesca Dagnino, partecipano Michela Ponzani, autrice del volume Guerra alle Donne – partigiane vittime di stupri, amanti del nemico 1940-45, che ricostruisce la resistenza delle donne attraverso le lettere private del fondo Rai ‘La mia guerra’ e dell’Archivio della memoria delle donne di Bologna, la lotta armata e la loro battaglia per l’emancipazione femminile e contro i silenzi sugli stupri di massa, Paolo Battifora direttore dell’Ilsrec, la scrittrice Grazia Arnese Grimaldi, la
presidente del Festival dell’eccellenza femminile Consuelo Barilari e Gigliola Barbieri dell’Udi Genova.

Durante l’incontro, condotto dalla giornalista Donatella Alfonso (autrice del libro “Ci chiamavano libertà. Partigiane e resistenti in Liguria 1943-45. La parola ridata alle donne.”) saranno letti brani tratti da “Il prezzo della libertà.

La Resistenza sul territorio provinciale genovese” testo-dossier pubblicato dalla Provincia e proiettate videointerviste ax partigiane realizzate da Istoreto e il filmato “Donne per la libertà. Resistenza a Sampierdarena” realizzato dal centro audiovisivi della Provincia.

Il  filmato racconta le storie di donne come Tamara, Marietta, Valeria, Emilia, Ivonne, nomi di battaglia partigiana di un gruppo di protagoniste della lotta di Liberazione, che vivevano e agivano tutte nella zona di Sampierdarena, legate al circolo La Ciclistica del Campasso, crocevia tra Ponente e Val Polcevera. Fu in quest’area, la stessa del più grande polo industriale genovese con 50.000 lavoratori, più della metà nel Gruppo Ansaldo, che si scrissero molte pagine della Resistenza genovese, fino al 25 aprile, che riguardava anche le donne,
subito divenute protagoniste dirette, come gli uomini.

Entrate nelle Sap svolsero indispensabili funzioni diffusione di materiali, raccordo e assistenza alle azioni e durante il grande sciopero del gennaio 1944
nelle fabbriche furono loro a staccare la corrente dai quadri elettrici. Nella retata nazifascista dell’agosto ’44 furono arrestate anche dieci partigiane, fra loro Rina Chiarini, moglie di Remo Scappini, presidente del CLN ligure, incinta che per le torture abortì e Iolanda Cioncolini “Clara” deportata per fortuna sopravvissuta al lager.