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Cronaca

La lunga giornata di Amt, Farello: “Nessuna posizione ideologica sulle privatizzazioni”

Genova. Genova come Firenze, Farello come Renzi: il paragone è lo spettro che agita gli animi dei lavoratori Amt, oggi di nuovo a Tursi e per cui i lavori del consiglio comunale sono stati interrotti a lungo. In ballo, o meglio in ostaggio, fuori c’erano i bus fermi nelle rimesse con la minaccia di restarci se da Tursi non fosse arrivato il placet, ovvero la dichiarazione del sindaco Doria e del suo impegno pubblico a “risanare Amt e metterla in sicurezza per mantenerla pubblica”.

“Se questa è la linea del sindaco facciamo uscire i bus dalla rimessa”, ha detto all’Aula Andrea Gatto, Faisa Cisal, poco prima della relazione finale del sindaco.

“Quando una persona come Farello dichiara che la soluzione è privatizzare, questo crea problemi e tensione – ha spiegato Gatto ai consiglieri – A Firenze hanno già fatto 190 esuberi, qui sarebbe lo stesso e senza l’ipotesi di cassa integrazione visto che sono finiti i soldi. Un capogruppo deve pesare le parole in un momento così, di trattativa difficilissima. Il clima è esasperato, i lavoratori stanno facendo un accordo per 8 milioni, crediamo che sia uno sforzo sufficiente per salvare l’azienda, a condizione che il sindaco faccia le cose dette oggi”. Perché quello che emerge oggi è che sarà Doria a gestire la difficile partita Amt.

“Non c’è nessuna decisione assunta – ha spiegato Doria in Aula Rossa con un lungo intervento – noi presto saremo chiamati a discutere di come tenere in equilibrio l’azienda, le misure per darle una prospettiva, e che tipo di azienda vogliamo”. Tenendo bene in conto che “più è solida più il Comune è nelle condizioni di poterla reggere” e che con l’impegno assunto oggi, Tursi “che non travalicherà le prerogative del consiglio” vuole aprire una discussione “con la città intera” per salvare “un’azienda di trasporto che offra un servizio pubblico”.

Sul tavolo ci sono in conti in rosso di Amt, dovuti allo squilibrio tra costi e ricavi aziendali, che comprendono i ridotti contributi della Regione (da 67 a 65 milioni) quelli confermati del Comune (circa 30 milioni) e poi i ricavi da biglietti e abbonamenti. “L’obiettivo difficile è tenere in equilibrio questi conti per evitare che l’azienda fallisca, tutelando così un patrimonio della città e i posti di lavoro. Ma ci sono cose dolorose e difficilmente evitabili, non possiamo fare finta che tutto si possa”, ha ammonito Doria.

L’accordo definito dal sindaco “difensivo”, sarà anche sul costo del lavoro, e dovrebbe prevedere ammortizzatori sociali “senza rinunciare a un posto di lavoro”, e manovre sulle tariffe. Sarà una trattativa complicata, mai fatta prima nella storia di Amt, con obiettivo la sopravvivenza azienda, “e solo per questo vale la pena raggiungere l’accordo”.

Il comune è disposto a impegnarsi sui tre punti del piano sindacale “anche se occorrono risorse da trovare nei bilanci, stando attenti alle norme”. Primo: la ripatrimonializzazione dell’azienda, secondo: l’agenzia del trasporto pubblico, già previsto in altre regioni, che potrebbe consentire di svolgere la pianificazione e dare maggiore volume di risorse al comparto. Terzo: gli investimenti sul parco mezzi, per cui “nessuno gioca sulla sicurezza dei cittadini, ma è oggettivamente vecchio”, ha detto Doria.

Terminato l’intervento del sindaco, in Aula Rossa sono proseguiti i lavori. Ma l’eco delle polemiche non si è dissolto. “Oggi è toccato a me, ma potrebbe capitare a chiunque altro – ha commentato Simone Farello, a cui è arrivata la solidarietà del partito e dei consiglieri Pd – Ognuno può esprimere le sue posizioni politiche ma questo non può portare a personalizzare lo scontro, né a impedire che l’assemblea faccia il suo lavoro. Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa Amt, abbiamo dato mandato al sindaco con due obiettivi: salvaguardare il trasporto pubblico e i livelli occupazionali, compatibilmente con il bilancio”.

All’interno di questa difficile partita, le forze politiche, secondo il capogruppo Pd, hanno “il dovere di prendere decisioni e di dire la verità, come ha fatto oggi il sindaco – ha aggiunto – Le risorse oggi vanno trovate dentro il sistema, ma – ha sottolineato Farello – nessuno, me compreso, ha una posizione ideologica sulle privatizzazioni delle società pubbliche, di volta in volta si deve trovare la soluzione migliore”.

Se le partnership private servono per migliorare, “le facciamo, altrimenti no, ma sempre sulla base delle esigenze oggettive e senza ideologie. Quando non si può discutere perde la democrazia, non Farello”. Avanti quindi con la trattativa. “Il fine giustificherà ai mezzi, chi ideologizza questo o quel mezzo compie un errore e il sindaco invece non lo sta facendo”. Se cioè, le proposte di sindacati non avranno buon fine, “dovranno essere perseguite quelle che invece lo potranno avere, anche per il bene stesso dei lavoratori”, ha concluso il capogruppo Pd.