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“La Genova ritrovata”: un anno di Giardini Luzzati, contro la crisi c’è il commerciante sociale

Genova. “La Genova ritrovata”, non è solo un libro che parla dei tesori storici della Superba, è un auspicio per tutti, perché “c’è bisogno di un grosso sforzo per fare conoscere i resti di cui la città è piena, ma che spesso sono abbandonati per mancanza di risorse”. Il compleanno dei Giardini Luzzati, che oggi hanno festeggiato il primo anniversario di riqualificazione con un incontro pubblico, ha radici lontane, arrivano fino in piazza Sarzano dove campeggiano i resti archeologici della Genova antica e delle sue prime abitazioni.

“L’idea di riqualificazione dei Giardini Luzzati è proprio quella di utilizzare spazi del centro storico, belli come questo, e farli vivere al massimo delle loro potenzialità per tutto il giorno”, spiega il presidente dell’Associazione il Ce.Sto, Marco Montoli. Il tutto finalizzato a creare il tessuto sociale dei “caruggi”. “Attraverso le attività sociali, culturali e la partecipazione diretta di associazioni e cittadinanza si può raggiungere una migliore qualità della vita – continua Montoli – speriamo che tutti questi luoghi siano un punto di forza perché la città rinasca e si valorizzi per quello che è, che poi è ciò che amiamo”.

Ai Giardini Luzzati è iniziato tutto un anno fa, con il primo grande evento in occasione della giornata di Libera in ricordo delle vittime di mafia. Poi è arrivato l’altro grande evento di ottobre con animazione per bambini, mercatini, concerti dal vivo, e infine capodanno con la performance dei “Tua Madre”. Un bilancio positivo condito da una grande partecipazione. “Non è più una semplice aggregazione per frequenza da bar – spiegano Federica Scibetta coordinatrice dell’area minori il Ce.Sto e Paola Escobar – In questa piazza stiamo cercando di unire la virtù del sociale con l’esigenza di offrire ai giovani non solo alcol, ma anche musica, arte e spettacolo”.

Da qui la figura del “commerciante sociale”, colui che “somministra qualità, musica e aggregazione”, oltre che una risposta alle tante saracinesche che vanno giù. “E’ molto difficile andare avanti offrendo solo proposte, ci vuole fatica e collaborazione, noi ci stiamo provando – concludono – per riqualificare la piazza e far vedere al quartiere cosa si può fare”.

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