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Politica

Il sindaco Doria critico con il Governo: “Gli otto punti erano imprescindibili”

Doria Marco

Il Governo ha giurato, durante la drammatica mattinata che ha avuto come epicentro la sparatoria davanti a Palazzo Chigi.

Le autorità locali, ovviamente, salutano con sollievo questo tentativo di stabilità. Il sindaco di Genova, Marco Doria ha detto la sua sulla situazione. La sua visione non sembra essere del tutto positiva.

“Il governo che si appresta a ricevere la fiducia non e’ quello per cui è stato chiesto il voto degli elettori (di nessuno schieramento per la verita’). I
numeri in Parlamento avrebbero permesso anche la formazione di un governo Bersani che avesse quegli otto punti fondanti che erano stati presentati. Non li ho dimenticati e ritengo che abbiano una loro piena validità e tocchino questioni di assoluta importanza e non eludibili ma oggi di fatto accantonati”.

Lo scrive su Facebook il sindaco di Genova Marco Doria. Dove aggiunge: “non bastano i numeri per fare un governo, ci vuole anche disponibilita’ al confronto: questa disponibilita’ – sottolinea il sindaco – è mancata e il Movimento 5 Stelle ha scelto di chiamarsi fuori. Successivamente l’elezione del Presidente della Repubblica ha offerto una nuova occasione di percorrere strade nuove; anche in questo caso non si sono colte opportunita’ che pure c’erano e i limiti del centrosinistra sono stati palesi”.

“Il governo sara’ giudicato per il modo in cui risponderà a domande su riduzione di imposte, tagli alla spesa e rilancio di una crescita i cui caratteri sono tutti da definire. Quali imposte devono essere ridotte e a vantaggio di chi? Quali spese sono da tagliare? Quelle per acquistare cacciabombardieri o i trasferimenti di risorse che possono consentire ai comuni di erogare servizi essenziali per la parte piu’ debole della popolazione? E ancora: quale deve essere il punto di equilibrio tra crescita e sostenibilita’ ambientale della crescita stessa”.

“Credo che sia doveroso per un sindaco eletto dai cittadini sulla base di un programma sottoscritto continuare nel lavoro intrapreso, in coerenza col patto stabilito con gli elettori che vincola moralmente gli eletti e le forze politiche che ad esso devono essere fedeli – conclude Doria -. Un sindaco è chiamato ad amministrare la città, nel rispetto di leggi e di risorse che ha a disposizione, cercando di difendere giorno dopo giorno la dignita’ delle istituzioni. In questo modo un sindaco fa politica, e facendola si trovera’ a confrontarsi con governo, partiti, movimenti, cittadini senza l’impegno dei quali tutto sara’ piu’ difficile”.

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