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Politica

Gioco d’azzardo, professor Razzante: “Abolirlo? I grillini sono fuori strada”

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Il professor Ranieri Razzante, docente di Legislazione antiriciclaggio all’ Università di Bologna e Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia è intervenuto sulle ultime dichiarazioni del M5 Stelle sul gioco d’azzardo e sulla richiesta fatta al governo da 61 parlamentari del M5S sul divieto totale di tutte le slot machine, videolottery e gioco d’azzardo online.

“Le dichiarazioni del Movimento 5 Stelle in relazione al gioco d’azzardo denotano ancora una volta l’approssimazione che su questa materia si sta utilizzando nel contesto istituzionale e sociale che ruota intorno ai giochi. Al di là delle cifre, che lasciano sempre il tempo che trovano, bisognerebbe essere più prudenti negli attacchi all’industria del gioco e delle autorità che gestiscono i controlli. Il gioco d’azzardo è assoggettato a rigidissime regole del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza e del codice penale. Inoltre – come ho avuto modo di verificare nel 2012 ai lavori della Commissione dei Monopoli di Stato per l’assegnazione delle licenze sulle VTL (video lotteries) – i bandi di gara emanati dall’AAMS (Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato) sono dettagliati e prevedono, in base alle norme della cosiddetta Legge di Stabilità del 2010, la presenza di una serie di requisiti stringenti e vincolanti per la concreta gestione dei giochi”.
“Altra considerazione va fatta sull’indotto del settore legale dei giochi – ha continuato Ranieri Razzante, che è anche presidente dell’AIRA, l’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio – che ha sottratto alle mafie una parte del loro fatturato del comparto giochi.  La libertà di gioco non può essere soppressa; essa va esercitata nel rispetto delle regole da parte dei concessionari e dei giocatori. Le campagne informative sul gioco responsabile patrocinate dall’AAMS a vari livelli, il bagaglio informativo contenuto nel sito internet della stessa AAMS per meglio comprendere le regole dei giochi debbono costituire il riferimento primario per accostarsi senza pregiudizi ad una materia che è pur sempre delicata.  La Ludopatia e la ludofobia, non vanno esasperate, e tra l’altro pochi giorni fa è nato presso l’AAMS un osservatorio su questi temi. Ma queste che vengono definite “malattie” si curano semmai con la prevenzione e non con la repressione delle attività d’impresa regolarmente autorizzate. Sarebbe come impedire la vendita di autovetture perché non vi siano più incidenti stradali”.