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Politica

Genova, Snoq scrive a Camera, Senato e grandi elettori: “Senza donne non si governa”

se non ora quando

Genova. Il movimento genovese Se Non Ora Quando, come quelli di altre città, ha inviato una lettera ai Presidenti di Camera e Senato, ai Grandi Elettori della Liguria, alle parlamentari e ai parlamentari, affinché tengano conto di quello che in questi ultimi anni il movimento non ha mai smesso di ripetere: “Non si Governa senza le Donne”.

“Nei prossimi giorni le Onorevoli e gli Onorevoli Parlamentari, insieme alle delegate e ai delegati designati dai Consigli Regionali, procederanno alle votazioni per la elezione di una persona alla Presidenza della Repubblica Italiana – si legge nella lettera – Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio hanno prodotto un cambiamento nella rappresentanza che ha aumentato la presenza delle donne nelle nostre istituzioni; una presenza, purtroppo, ancora largamente insufficiente secondo la nostra valutazione”.

“Inoltre, la designazione dei rappresentanti delle Regioni ha accentuato ulteriormente questa esclusione: abbiamo visto la nomina di solo tre donne su 58 rappresentanti regionali. L’esclusione delle donne dalla vita politica rappresenta un elemento di debolezza e di criticità. La nostra Costituzione, nata nel segno della giustizia e della libertà, indica chiaramente che la parità tra uomini e donne è un obiettivo da perseguire per il bene comune”.

“Rivolgiamo pertanto un invito a coloro che hanno la responsabilità di partecipare a questo passaggio, così importante per al vita della Repubblica: l’invito a tenere conto del punto di vista di entrambi i generi nella nomina della più alta carica istituzionale dello Stato. Non intendiamo prendere parte al gioco delle nomine: non mancano certo, nel nostro paese, donne competenti e capaci, di grande esperienza e prestigio”.

“La persona che avrà la responsabilità di guidare il paese in questa difficile fase deve farsi garante della Costituzione e indicare al paese la necessità di lasciare spazio alla forza e alla energia delle donne: senza le donne, non si governa!”, conclude la lettera.