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“Genova frana, ma il cemento non si ferma”: prosegue la battaglia del Consorzio di via Shelley contro il Comune

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Genova. “La città frana, ma nuove cementificazioni sono in agguato”. Questa è la denuncia del Consorzio Strada di via Shelley, che continua la sua battaglia contro il Comune anche e soprattutto dopo la terribile frana verificatasi la scorsa settimana in via Ventotene.

“Tra le tante battaglie ambientali in corso in varie parti della città, è ora tornato prepotentemente alla ribalta, il progetto strada riguardante il collegamento tra Via Monaco Simone e Corso Europa”.

In realtà, secondo il Consorzio,  il progetto fa solo da paravento ad una speculazione edilizia, e precisamente la costruzione di ben cinque palazzi nella valletta di Via Shelley.

“Ai residenti di Via Shelley sono già pervenute in questi giorni, da parte del Comune, le notifiche di esproprio. Ad esse è stato predisposto immediato ricorso. Ciò che turba maggiormente i residenti di Via Shelley , è la prevista, intera tombinatura del Rio Penego, in quanto non pare essere affatto infondata la prospettiva di temuti danni futuri del tipo Chiaravagna e Fereggiano”.

L’operazione verrebbe eseguita per realizzare la strada. “E’ difesa dal Comune, che si trincera dietro una presunta ‘messa in sicurezza del rio’ assolutamente non necessaria, scorrendo il medesimo placidamente all’aperto nel suo alveo naturale, come si può constatare consultando il piano di bacino della Provincia”.

Il no ai costruendi 5 caseggiati trova invece motivo in pericoli di frane, data la fragilità in tal senso della valletta stessa, che come tante altre nel territorio genovese sono a rischio dal punto di vista idrogeologico.

“Si sta quindi profilando per il Consorzio una lotta molto dura, in quanto i costruttori hanno palesemente dalla loro uno sconsiderato appoggio del Comune. Consapevoli dell’attenzione fin qui dimostrata da parte di Legambiente, si confida su una sua nuova presa di posizione contro questo folle progetto”, conclude Giacomo Marino, per conto del Consorzio.

Questo progetto è giù stato contestato da Andrea Agostini, presidente di Legambiente Genova. La lotta, quindi, continua.