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Cronaca

Frana via Dassori, ultimati i primi lavori. Crivello: “A giorni le risorse per il placcaggio del muro”

Genova. Due novità sulla frana di via Dassori: stamani sono stati conclusi i primi lavori alla base della frana, che permetteranno l’accesso all’autorimessa e al supermarket Carrefour, con la riattivazione dei frigo colpiti dall’evento. Successivamente con i lavori di messa in sicurezza si potrà garantire anche l’altra entrata dell’autorimessa.

In secondo luogo, Tursi, previo parere dell’assessore al bilancio Franco Miceli e della segreteria generale, potrà attivare la procedura di somma urgenza, fatto fino a ieri non scontato.

“Secondo quanto valutato dallo strutturista incaricato, di concerto con i nostri uffici – ha spiegato oggi in Aula Rossa l’assessore Gianni Crivello rispondendo a un’interrogazione bipartisan – la frana non sarebbe in condizioni particolarmente gravi”. Ciò significa che la palificazione inizialmente prospettata non sarà necessaria. “Servirà invece un intervento di placcaggio che ridurrà i costi e forse anche accellererà i tempi”, ha detto l’assessore. In totale il costo si aggira intorno intorno ai 200 mila euro ma la cifra esatta “la avremo chiara con il preventivo preciso”.

Il primo crollo avvenne nella notte del 24 aprile scorso quando il muro di sostegno di via Dassori alto 10 metri franò comportando uno svuotamento del sedime stradale e lasciando una profonda lesione di circa un metro dell’asfalto, senza causare, fortunatamente, nessun danno a persone (uno scooter fu sommerso). Poi le forti piogge dei giorni successivi provocarono il secondo crollo sabato 27 aprile.

“Stiamo approfondendo – ha sottolineato Crivello – le cause possono essere molteplici, stiamo parlando di un muro a secco dei primi del ‘900, le piogge hanno agito, così come alcune caditoie danneggiate, senza perseguire nessuno se saranno accertate responsabilità, ci rifaremo in tal senso”.

“Non è una scusa, Genova è una città complessa, abbiamo 45 mila caditoie, con Municipi e Aster stiamo studiando un cronoprogramma di interventi sul territorio, ma serve naturalmente la sostenibilità economica – ha risposto poi ai consiglieri che avevano sottolineato la mancanza di un piano di prevenzione – non abbiamo un monitoraggio delle migliaia di muri della città, ma sull’assetto idrogeologico bisogna partire, coinvolgendo anche le competenze esterne, gli ordini, le università”. Senza dimenticare “la presenza costante dei Municipi e l’impegno totale del Comune”.