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Economia

Fincantieri, nuovo vertice tra azienda e sindacati: i lavoratori vogliono la certezza di una nuova commessa

Blocco Fincantieri 29 giugno

Genova. Dopo il primo incontro della scorsa settimana, c’è attesa per il nuovo vertice tra sindacati e vertici di Fincantieri che si svolgerà questa mattina in Confindustria. La speranza dei lavoratori è quella che arrivi finalmente una fumata bianca, ovvero che ci sia la certezza di una nuova commessa. La nave, infatti, sembra esserci, ma mancherebbe il finanziamento.

Ora, però, le parole e le promesse non bastano più. “Vogliamo la certezza di una commessa – ha dichiarato alla vigili dell’incontro Bruno Manganaro, segretario Fiom Cgil Genova – una nave, insomma. Ci dicono che la sua realizzazione dipende dal suo finanziamento, ma certamente non possiamo essere responsabili noi per il piano finanziario”.

Si affaccia allora il sospetto, neanche troppo velato, che Fincantieri voglia arrivare ad un ulteriore ridimensionamento della forza lavoro a Sestri. “Si parla del blocco del turnover. Noi siamo ovviamente contrari. L’azienda sembrerebbe intenzionata ad arrivare ad un cantiere che occupi circa 400 dipendenti. Un’ulteriore emorragia di posti di lavoro per la città”.

Ma lo strumento per difendere l’occupazione, per la Fiom Cgil, rimane quello dei contratti di solidarietà: “C’è la crisi, è vero – ha continuato Manganaro – ma sarebbe intelligente applicarli al posto della cassa integrazione. E’ del resto una richiesta che arriva da più parti. Fincantieri non ha mai detto no a questa ipotesi, ma non è mai stato tentato nessun atto concreto in questo senso. Senza alcuna spiegazione”.

La contropartita di una eventuale commessa, chiede l’azienda, è una maggiore flessibilità interna. Ipotesi che trova la Fiom “disponibile, purché non si tratti di una discussione ideologica”. “La flessibilità – ha concluso Manganaro – andrebbe bene. Va però concordata con le Rsu a seconda delle esigenze produttive. Fatto questo siamo completamente disponibili a lavorare su sei giorni settimanali per rispettare i carichi di lavoro. Procedere senza un accordo con i lavoratori non sarebbe utile neppure all’azienda: porterebbe solo ad una maggiore conflittualità”.