Quantcast
Economia

Esuberi Selex, 22 aprile incontro a Roma. Fiom: “Vogliamo risposte”

sciopero selex elsag

Genova. Il 22 aprile, a Roma, nuovo incontro con i sindacati per il futuro della Selex Es. Lo ha reso noto oggi a Genova Antonio Caminito, della Fiom Cgil: “Vorremmo risposte ovviamente sulle prospettive occupazionali, ma anche sulle prospettive. Vogliamo sapere che cosa produrrà Selex in futuro. Perché se in base al piano gli occupati si ritroveranno in una situazione di precariato, allora saremmo contrari”.

“Noi -ha aggiunto il segretario Fim Cisl, Claudio Nicolini – siamo contrari a qualsiasi ipotesi di licenziamento, e per
questo intendiamo mobilità o cassa integrazione a zero ore se non finalizzata alle persone che possono andare in pensione”.

Il deputato genovese Stefano Quaranta ha definito “inaccettabili e inquietanti” gli esuberi. “A Genova sono già molti i fronti aperti sul piano occupazionale – ha detto a margine dell’assemblea di questa mattina – che evidenziano come la città stia progressivamente perdendo il suo tessuto produttivo che, dall’informatica alla cantieristica, funzionava da volano per l’economia del nostro territorio. La città che non può permettersi di perdere altri posti di lavoro. Sinistra Ecologia Libertà è al loro fianco e vuole sostenere non soltanto loro ma anche i lavoratori di tutte le aziende che in questo momento lottano per sopravvivere”, è la conclusione di Quaranta.

La vicenda della riorganizzazione di Selex sconta “una situazione complicata i cui nodi oggi vengono al pettine”, scrive il Pd genovese in una nota a firma dei due segretari Lorenzo Basso, Giovanni Lunardon e dal responsabile Lavoro, Mario Margini.

“Selex Sistemi Integrati è stata investita da un complesso di problemi su cui sta indagando la magistratura e su cui pensiamo debba essere fatta totale chiarezza, problemi che hanno condizionato il processo di aggregazione e riorganizzazione del complesso delle attività industriali. Sulle strategie industriali è urgente e necessario aprire una riflessione – si legge nella nota – Mentre sono chiare le scelte che riguardano lo spazio e l’avionica, per quanto riguarda il sito genovese occorre definire con precisione quali sono le attività strategiche e su quali puntare in prospettiva. Ci pare che la scelta di creare a Genova una serie di attività legate alle tecnologie abilitanti per le Smart Cities debba essere fortemente valorizzata, alle stesso tempo vanno confermate funzioni più storicamente legate al sito genovese, quali il postale, le comunicazioni civili, l’automazione e le tecnologie informatiche.

E’ necessario partire perciò prima di tutto dai contenuti del progetto industriale prima di affrontare qualsiasi tema di natura occupazionale; i lavoratori hanno pagato le incertezze e le difficoltà produttive con un lungo periodo di cassa integrazione”. Il Partito Democratico “non si sottrae al confronto su tutte le proposte avanzate, ma chiede da parte di ognuno chiarezza su responsabilità e impegni da assumere”.