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Lettera al direttore

Erzelli, la Slc Cgil scrive al presidente Burlando e al sindaco Doria: “Soldi pubblici o solo cemento?”

Egregio Presidente della Regione Liguria, Egregio Sindaco di Genova

Come struttura della Camera del Lavoro abbiamo partecipato la settimana scorsa al convegno organizzato dalla CGIL di Genova dal titolo “Il Piano del Lavoro CGIL: le politiche territoriali di sviluppo per far crescere il Paese” con la presenza di Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL.

Nella sua relazione introduttiva, Ivano Bosco, Segretario Generale della Camera del Lavoro, trattando delle situazioni di crisi genovesi e delle possibili soluzioni per il lavoro che come CGIL proponiamo, ha fatto un passaggio sulla questione Erzelli ben evidenziando la incongruita’ tra quello che era il progetto iniziale come polo Tecnologico della Ricerca di questa città e la vicenda degli esuberi e della relativa procedura di licenziamento collettiva avviata da Ericsson, apripista di quel progetto, lo scorso anno e conclusasi formalmente il 31 gennaio scorso. Questa decisione ha prodotto l’innegabile risultato negativo di far uscire dall’azienda circa 77 impiegati a tempo indeterminato, a cui aggiungerne altri 16 per effetto di un ulteriore trasferimento collettivo, attuato da Ericsson, da Genova alle sedi di Roma e Milano, unitamente a circa 25 dirigenti, con un saldo occupazionale negativo per la nostra citta` di circa 120 unita`.

Ricordiamo a tutti, che questo e’ avvenuto dopo un accordo di programma, firmato il 18 maggio 2012, tra Ericsson, MISE, MIUR e gli enti locali da voi rappresentati, che ribadiva in maniera inequivocabile la scelta della collaborazione tra pubblico e privato per far decollare progetti di ricerca e naturalmente possibilità occupazionali. Accordo che prevede lo stanziamento di ben 41,9 di euro pubblici (di cui undici dalla Regione Liguria) che saranno versati alla Ericsson alla presentazione di progetti di ricerca. Purtroppo, come primo atto di questo progetto, Ericsson ha deciso di ridurre la propria dotazione organica nella nostra città, rinunciando sia numericamente che a livello di competenze ad un elevato patrimonio di professionalità e aumentando considerevolmente la platea di disoccupati nella nostra città.

Magari ci siamo sbagliati, ma nonostante questi oggettivi dati ora riportati, non abbiamo colto nei vostri rispettivi interventi la necessaria preoccupazione per quanto sta accadendo, che a nostro giudizio rischia seriamente di mettere fine al progetto Erzelli. Da una parte, attraverso le parole del Sindaco, e` apparso che comunque questo progetto e` importante perche` si costruiscono un po` di case, dimenticando quali erano le iniziali aspettative relativamente la costituzione del Polo Tecnologico, dall’altra, nelle parole del Presidente della Regione, appare solo una velata critica del metodo adottato da Ericsson, senza, a nostro giudizio, interrogarsi a sufficienza se e’ giusto dare soldi pubblici a chi poi ha libertà di espellere decine e decine di persone dal mondo del lavoro, come ha fatto la multinazionale svedese. Certamente e’ giusto incentivare la ricerca, ma quando questa non crea soltanto un profitto per le imprese ma sa anche garantire sana e buona occupazione.
Prima della firma di programma chiedemmo con forza, unitariamente con le altre OO.SS., che a fronte dei soldi pubblici stanziati, si inserisse nell’accordo una semplice ma sostanziale clausola di salvaguardia dei perimetri occupazionali che ci fu negata. Dopo l’apertura della procedura di licenziamento collettivo abbiamo chiesto per mesi l’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda al MISE senza mai trovare possibilità di realizzazione.

Purtroppo, mentre le nostre richieste cadono nel vuoto, iniziano di nuovo a circolare insistenti voci di altri esuberi aziendali, nuovi colloqui con i dipendenti per favorirne la fuoriuscita con la prospettiva che ad inizio estate possa riaprirsi una nuova pesante procedura di mobilita` riguardante anche il sito di Erzelli.

Crediamo sia necessario riprendere lo spirito iniziale che ha caratterizzato la fase di elaborazione del progetto di Polo Tecnologico, che sia necessario che voi in particolare, in prima persona, prendiate posizione su tutta la vicenda quali rappresentanti degli Enti Locali e vi attiviate nuovamente per chiedere con forza che a livello nazionale venga convocato il tavolo al MISE su Ericsson, per capire cosa vuol fare questa azienda in Italia e a Genova, per valorizzare, rispetto alla tenuta occupazionale, l’attribuzione di fondi pubblici e per scongiurare ulteriori riduzioni di personale che avrebbero effetti particolarmente negativi sul tessuto sociale della nostra Regione e Città.

Il Segretario Generale SLC CGIL Genova
Gianni Pastorino