Cronaca

Diaz, il tribunale di sorveglianza di Genova chiede ai superpoliziotti “pubbliche scuse” e il risarcimento delle vittime

Genova. Sono cominciate questa mattina davanti al Tribunale di sorveglianza di Genova, in un’aula fittamente presidiata dalle forze dell’ordine, le udienze dei 17 funzionari di polizia condannati in via definitiva dalla Corte di Cassazione per falso e calunnia in merito all’irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001. A presentarsi davanti ai magistrati sono stati oggi i prefetti Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, che nel 2001 erano rispettivamente i capi dello Sco e dell’Ucigos, Spartaco Mortola, ex numero uno della Digos genovese, Pietro Troiani (colui che materialmente portò le molotov dentro la scuola) e Massimo Mazzoni. I magistrati devono valutare se i condannati potranno scontare la pena residua (compresa tra 8 mesi e un anno dopo lo sconto dovuto all’indulto) tramite misure alternative oppure dovranno andare in carcere, come chiesto dalla Procura generale.

I funzionari, tutti attualmente sospesi dal servizio, hanno documentato alla Corte la loro attività di volontariato, chi alla Caritas, chi al Centro antiusura, chi presso il Gruppo Abele, attività che dovrebbe almeno in parte “dimostrare” ai giudici il loro pentimento rispetto al reato commesso, necessario per accedere alle misure alternative. Ma al tribunale questo non basta. Secondo i giudici i poliziotti devono fare anche una sorta di pubblica ammenda rispetto al reato commesso e anche dimostrare fattivamente il risarcimento delle vittime (a cui fino ad ora sono state pagate solo le provvisionali da parte del Ministero dell’Interno in quanto responsabile civile). E per far questo, attendendo anche formalmente che la corte dei Conti quantifichi i danni che ciascuno deve pagare, ha dato agli imputati tanto tempo, fino al 5 dicembre prossimo.

“I condannati hanno manifestato la propria intenzione a pagare la quota di competenza – ha spiegato l’avvocato Giovanni Junca, difensore di Spartaco Mortola – questa quota non è stata ancora definita, quindi il Tribunale ha chiesto una precisazione sullo stato di avanzamento di questa richiesta e alla possibilità che i condannati possano corrispondere le quote che sono dovute singolarmente a titolo di provvisionali nei confronti delle persone offese”. Inoltre gli imputati sono stati invitati a fare una sorta di ammenda pubblica rispetto al reato commesso, forse i legali decideranno tutti insieme per una lettera congiunta, più difficilmente ci sarà una conferenza stampa, è ancora tutto da decidere e il tempo a questo punto non manca, ma in sostanza il tribunale chiede che gli imputati facciano quel gesto di “pubbliche scuse” mai compiuto in questi 12 anni e più volte richiesto dalle vittime.

“Di fatto il mio cliente – dice Giorgio Zunino, difensore di Pietro Troiani – la pubblica ammenda rispetto a ciò che ha fatto l’ha già effettuata. Noi ribadiremo che il nostro intendimento è voler rimediare agli errori, anche se il mio cliente non voleva ledere nessuno, tanto è vero che dal reato di calunnia è stato assolto”. Pietro Triiani in effetti, messo alle strette dal pubblico ministero confessò di essersi fatto portare le motolov dal suo autista e di averle consegnate a un altro imputato. Anche per questo ancora questa mattina, è rimasto isolato fisicamente rispetto agli altri imputati, che più o meno indirettamente lo ritengono responsabili dei loro guai giudiziari.

Nella memoria depositata questa mattina il procuratore generale Vito Monetti aveva ritenuto necessaria “la verifica di un atteggiamento di conciliazione e riparatorio sul piano personale
in funzione dei danni causati alle vittime, incluso uno sforzo anche patrimoniale”.

Per quanto riguarda l’ex ispettore capo dello Sco, Massimo Mazzoni (che ha una posizione marginale), la Procura Generale ha dato parere favorevole per l’affidamento in prova ai servizi sociali e i giudici si sono riservati di decidere.
Domani e fino al 17 aprile anche gli altri poliziotti condannati si presenteranno davanti al Tribunale di sorveglianza, ma il copione dovrebbe essere lo stesso. Tra gli altri domani dovrebbe arrivare a Genova Gilberto Caldarozzi, ex vice di Gratteri allo Sco, poi Renzo Cerchi, Davide Di Novi, Carlo Di Sarro.