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Cronaca

Diaz, concluse le udienze del Tribunale di Sorveglianza: a breve le decisioni su 13 dei 17 funzionari condannati

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Genova. Terza e ultima giornata di udienze del Tribunale di sorveglianza di Genova che deve decidere come i 17 funzionari di polizia condannati in via definitiva per falso e calunnia durante il sanguinoso blitz nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 sconteranno la pena residua. Se nella prima giornata di udienza il tribunale aveva deciso di rinviare al 5 dicembre i big della polizia (i prefetti Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, Spartaco Mortola, Pietro Troiani), per tutti gli altri, compresi i poliziotti ascoltati questa mattina, la decisione sulle misure alternative alla detenzione e quindi sull’affidamento in prova ai servizi sociali dovrebbe arrivare tra qualche giorno.

Oggi, davanti al tribunale presieduto dal giudice Maria Teresa Rubini, sono stati ascoltati Carlo Di Sarro, difeso dall’avvocato Pier Giovanni Junca, Nando Dominici difeso da Maurizio Mascia, Maurizio Panzieri e Massimo Nucera difesi dagli avvocati Silvio e Raimondo Romanelli, Salvatore Gava, Fabio Ciccimarra e Filippo Ferri, difesi da Marco Valerio Corini (Ferri è difeso anche da Mario Iavicoli). Unico non presente Massimiliano Di Bernardini, impossibilitato per motivi di salute.

Il pg Carli ha dato parere favorevole all’affidamento in prova solo per Carlo di Sarro. Nelle scorse udienze gli unici pareri favorevoli erano stati dati per posizioni considerate minori come quelle di Mazzoni, Cerchi e Di Novi, negativo il parere per tutti gli altri. Parere negativo invece per Filippo Ferri (fratello del giudice Cosimo Ferri), ex capo della squadra mobile della Spezia e che oggi, sospeso come tutti gli altri dalla Polizia, che nel frattempo ha trovato lavoro come consulente per la sicurezza del Milan calcio

Questa mattina però, a differenza di quanto accaduto nella prima udienza quando a Francesco Gratteri, Giovanni Luperi, Spartaco Mortola e Pietro Troiani furono chieste dal Tribunale “pubbliche scuse” alle vittime della Diaz, la richiesta sarebbe stata formulata in maniera diversa e il procuratore avrebbe puntato soprattutto sul risarcimento del danno di immagine da parte dei condannati.

“La procura generale ha chiesto uno sforzo di attenzione nei confronti delle vittime dei reati e un impegno al risarcimento” attraverso “un’azione di ristoro al danno di immagine, visto che il reato e’ stato compiuto da persone che avevano un ruolo importante nell’amministrazionedello Stato” aveva in realtà già detto mercoledì scorso il procuratore generale di Genova, Vito Monetti, spiegando così le ragioni della richiesta di pubbliche scuse e risarcimento integrale del danno avanzata, in una memoria, nei confronti di alcuni dei 17 dirigenti e funzionari di polizia condannati.
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Già nella scorsa udienza l’avvocato Corini (allora nelle vesti di difensore dell’ex capo dello Sco Gilberto Caldarozzi) aveva obiettato: “La norma che tutela l’eventuale danno di immagine dell’Amministrazione dello Stato è azionabile solo in presenza di alcuni reati tra i quali non figura il falso e un’estensione non è possibile. La discussione non è sul piano etico ma su quello giuridico”.

Posizione sostenuta anche oggi da altri legali che, fra l’altro fanno notare come il danno all’immagine, non solo non si può configurare perché lo Stato non si è mai costituito parte civile contro i poliziotti (ma ha al contrario, in qualità di responsabile civile anticipato le provvisionali pagate alle parti civili), ma in ogni caso ad oggi sarebbe prescritto.

Ora non resta che attendere la decisione del Tribunale di sorveglianza per 13 dei 17 funzionari che potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Per i superpoliziotti Gratteri, Luperi, Mortola oltre che per Pietro Troiani, la decisione arriverà solo alla fine dell’anno.